• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
Sei in: Home1 / Recensioni2 / dal Vivo3 / Pesaro: Ricciardo e Zoraide, Rossini sperimenta, la regia lo rende ban...

Pesaro: Ricciardo e Zoraide, Rossini sperimenta, la regia lo rende banale

“Ricciardo e Zoraide”, l’opera che ha inaugurato a Pesaro il ROF del centocinquantenario, non appartiene di sicuro al “canone” della popolarità rossiniana. Anzi, per la verità fatica anche a trovarsi uno spazio nella riscoperta del Rossini “serio”, nonostante gli sforzi di storici e musicologi, che additano svariati elementi di qualità e di innovazione drammatica in questa partitura, rappresentata per la prima volta al San Carlo di Napoli nel 1818, esattamente due secoli fa. Del resto, proprio la circospezione con cui il festival vi si è avvicinato – finora una sola edizione, quella della prima in tempi moderni nel 1990, a sua volta ripresa una sola volta sei anni più tardi – testimonia il ruolo di outsider di questo lavoro. Che una funzione simile, arricchita comunque da un successo non indifferente prima di scomparire dalle scene verso la metà del secolo, dovette avere anche all’epoca in cui nacque. Si parla infatti di un titolo stretto dentro a una prodigiosa collana di capolavori riconosciuti, da “Otello” a “Ermione” e quindi al “Maometto II”.

Che qui Rossini faccia lo sperimentatore è fuori di dubbio, fermo restando il riferimento tecnico e stilistico alla vocalità dei primi interpreti vocali, la prodigiosa Isabella Colbran – innanzitutto – e poi i due magnifici tenori Andrea Nozzari e Giovanni David. C’è fantasia e invenzione nelle scene d’insieme, nei duetti, nel finale del primo e specialmente del secondo atto, che fonde in un inedito nodo drammatico la logica della “gran scena” dominata dalla primadonna con quella del concertato arricchito di cori. E poi il laboratorio rossiniano fabbrica gioielli in una scrittura strumentale minuziosa come raramente a quell’epoca, ricca di effetti timbrici, di soluzioni espressive autonome. Ma forse nuoce all’insieme l’incertezza di genere: sotto le vesti del dramma serio si svolge in realtà una tipica “piece à sauvetage” con accumulo di elementi tragici prima del vero e proprio “arrivano i nostri”, che scioglie lietamente ogni tensione e assicura il trionfo del bene e del bello. Eppure, anche dentro al cosiddetto “mezzo carattere” (o genere semiserio) difficilmente si trova un simile conflitto di psicologie e di sentimenti, ad onta del luccicare esotico della singolare ripresa del poema burlesco settecentesco “Ricciardetto”. Ed è intorno a questi conflitti per una donna contesa oltre ogni ragionevolezza che Rossini mette a segno i colpi migliori, grazie alla duttilità della sua fraseologia armonica, alla sottigliezza melodica, alla citata ricchezza strumentale. Il che rende mera cornice l’ambientazione esotica e del tutto aleatorio il conflitto fra civiltà cristiana e islamica, che pure i contendenti in campo potrebbero in qualche modo rappresentare.

Chiamato al debutto al Rof sull’onda di crescenti successi internazionali, il regista canadese Marshall Pynkoski punta nel suo spettacolo su un immaginario di contesto arabizzante, ma giustamente non accentua contrasti che qui non esistono. In questo senso, lo scenografo Gerard Gauci gli fornisce eleganti ambientazioni, perlopiù con telari dipinti, sottolineate dai costumi di Michael Gianfrancesco. È un Medio Oriente immaginato secondo stile ottocentesco, quello in scena all’Adriatic Arena, che sul piano registico rimane però confinato a una staticità “all’antica italiana” che appare oggi merce ormai scaduta, salvo rivisitazioni di ben altro spessore. Né i frequenti interventi coreografici (li firma Jeannette Lajeunesse Zingg, ma lo stesso Pynkoski proviene teatralmente dal mondo della danza), con danzatori in azione fra i personaggi e il coro, servono in realtà a “muovere” uno spettacolo che oltre l’eleganza non ha altre frecce al suo arco e finisce per scontare la generica ripetitiva banalità di gesti, movimenti e controscene. E soprattutto, non si attenta minimamente ad approfondire la psicologia dei personaggi. Che significherebbe poi entrare in dialettico confronto con la musica stessa di Rossini.

Se lo spettacolo è archiviabile alla categoria “generico raffinato”, l’esecuzione vocale – secondo tradizione pesarese – pertiene all’eccellenza. Cast mirabolante, in tutto e per tutto. Non solo per via della presenza della superstar Juan Diego Florez, un Ricciardo che gioca a tutto campo fra virtuosismo e profondità espressiva, ma per un gruppo di coprotagonisti di assoluto livello. Zoraide è il soprano sudafricano Pretty Yende, che alla consapevolezza stilistica unisce doti di superba belcantista, svettando sull’acuto con facilità pari alla qualità nell’emissione e nella tenuta. Alla prima, un’amnesia durante il recitativo che precede la scena finale non ha compromesso la sua prova. L’altro tenore (Agorante, contendente di Ricciardo) è Sergey Romanovsky, potente ed equilibrato; il padre di Zoraide, Ircano, è il basso Nicola Ulivieri, che tiene alta valorosamente la bandiera del rossinismo all’italiana; Zomira, la moglie di Agorante sul punto di essere abbandonata, è una Victoria Yarovaya prima dolente e poi feroce, dal colore mezzosopranile magnificamente gestito; vibrante e stentoreo, fra i comprimari, Xabier Anduaga nei panni dell’ambasciatore cristiano.

Alla guida di un’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai di buono smalto ma non sempre di analoga precisione, il giovane Giacomo Sagripanti è sembrato accondiscendere alla lettura registica, con una esecuzione corretta, solo raramente spigliata, dai tempi piuttosto compassati, dalle sfumature generiche e per niente incisive.

Il pubblico ha peraltro dimostrato di gradire tutto, o quasi. Alla fine, qualche cenno di dissenso al regista è stato ben presto assorbito dall’entusiasmo caldissimo per tutti i cantanti, con applausi e chiamate che si sono prolungati oltre i dieci minuti.
Al Rof di Pesaro, “Ricciardo e Zoraide” va in scena ancora il 14, 17 e 20 agosto.

Cesare Galla
(11 agosto 2018)

Pubblicato su Vvox.it: https://www.vvox.it/2018/08/13/ricciardo-e-zoraide-rossini-sperimenta-la-regia-lo-rende-banale/

http://www.cesaregalla.it/https://www.facebook.com/cronistadimusicahttps://twitter.com/@CesareGalla
Le Salon Musical

La locandina

DirettoreGiacomo Sagripanti
RegiaMarshall Pynkoski
CoreografieJeannette Lajeunesse Zingg
SceneGerard Gauci
CostumiMichael Gianfrancesco
Luci Michelle Ramsay
AgoranteSergey Romanovsky
ZoraidePretty Yende
RicciardoJuan Diego Flórez
IrcanoNicola Ulivieri
ZomiraVictoria Yarovaya
ErnestoXabier Anduaga
FatimaSofia Mchedlishvili
ElmiraMartiniana Antonie
ZamorreRuzil Gatin
Coro del Teatro Ventidio Basso
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Maestro del CoroGiovanni Farina

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Search Search

Categorie

  • Notizie (1.297)
  • Recensioni (2.579)
    • dal Vivo (2.411)
    • in Libreria (51)
    • da Salotto (97)
    • dal Cinema (20)
  • Interviste (349)
  • Approfondimenti (228)
Seguici su Google News

Commenti recenti

  • mcLXXIV su Firenze: il Maggio riscopre la Finta semplice
  • scrn037 su Vicenza: Poppea incoronata e i tacchi di Nerone
  • Lorenzo Della Fonte su Chi è Beatrice Venezi
  • Matteo Pozzato su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena
  • Monica su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena

Archivi

Ultimi articoli

  • Ph. Veronica Organo
    CD: Il jazz nel frullatore del Novecento3 Novembre 2026 - 7:56
  • Ph. Federica Bressan
    Padova: gli «Archetipi» del gioco e del rito con Angius e Hewitt per l’inaugurazione OPV2 Novembre 2026 - 8:27
  • Ph. Muriel Albiru
    Madrid: Aión, tre facce del balletto2 Novembre 2026 - 8:11
  • Ph. Furio Ganz
    Claudio Ambrosini e i giovani2 Novembre 2026 - 7:37
  • N(u)ove cadenze, tre sguardi su Mozart1 Novembre 2026 - 8:32

Tag

Arena di Verona Brahms Bru Zane Carmina Burana Chieti Così fan tutte Doray Dubois Hervé Les Brigands les Chevaliers Malibran Mozart Orchestra della Torcana Padova Pianoforte Quatuor Ardeo Quatuor Giardini Quatuor Modigliani Raes Tchakerian telefono Tosca Trio di Parma Zuckermann
Le Salon Musical
Direttore responsabile:
Alessandro Cammarano
Registrazione tribunale di Vicenza n.ro 1/2022 del 10-03-2022
Search Search
© 2017-2026 Le Salon Musical - Tutti i diritti riservati - Informativa Privacy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
Collegamento a: Pesaro: Adina pop ma voci rossiniane doc Collegamento a: Pesaro: Adina pop ma voci rossiniane doc Pesaro: Adina pop ma voci rossiniane docCollegamento a: L’ultimo lavoro di Marco Paolini “il Calzolaio di Ulisse” attraversa la storia per arrivare fino a noi Collegamento a: L’ultimo lavoro di Marco Paolini “il Calzolaio di Ulisse” attraversa la storia per arrivare fino a noi L’ultimo lavoro di Marco Paolini “il Calzolaio di Ulisse” attraversa la...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Usiamo cookie tecnici e, con il tuo consenso, cookie di analisi e social per migliorare l'esperienza di navigazione. Scopri di più nella nostra Informativa Privacy .

Accetta tuttiRifiuta

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Informativa Privacy
Informativa Privacy