Piacenza: dAS Festival e il piacere di osare
È arrivato alla quarta edizione dAS Festival, De Arte Saltandi, realtà fortemente voluta e alimentata dal suo direttore artistico e demiurgo Riccardo Buscarini affiancato dalla collaborazione di Eleonora Marzani e Agnes Sipos.
Si tratta di un festival internazionale di danza e coreografia con sede a Piacenza, quest’anno dedicato all’argomento «Tema e variazioni». Un percorso che in quattro giorni conduce lo spettatore in un immaginario simposio sul tema dei classici. Modelli da seguire, ispirazioni da cui trarre nuove forme, guide per gli interrogativi universali del passato e del presente… i classici ci accompagnano anche quando vorremmo fuggire da loro.
Il dualismo tra storia e rivisitazione, ma soprattutto l’importanza della trasmissione della conoscenza sono al centro di questa edizione.
Il tutto si svolge nella città natale di Domenichino da Piacenza, primo coreografo della storia della danza occidentale e autore del primo trattato umanistico sulla danza dal titolo De Arte Saltandi et Choreas Ducendi.
Il concerto inaugurale intitolato «Altre canzoni popolari» vede protagonisti il soprano Giulia Zaniboni accompagnata dal pianista Luca Fraternali in un programma tutto contemporaneo in cui si intrecciano pagine di Luciano Berio e Marco Di Bari con una selezione di canzoni dei Beatles e una prima esecuzione assoluta di Fabrizio De Rossi Re.
Pare un miraggio ascoltare questi autori nella terra in cui se non intoni almeno una volta al giorno il brindisi della Traviata non sei nessuno!
Scherzi a parte, dAS Festival ha il coraggio di osare e andare oltre un repertorio di tradizione, che troppo spesso affolla i cartelloni delle istituzioni musicali italiane, creando un pubblico nuovo che proviene anche da zone limitrofe.
Dotata di una vocalità duttile e intelligenza musicale, Giulia Zaniboni affronta i diversi tipi di scrittura restituendo estrema intelligibilità ai testi alternando abilmente effetti sonori a elementi melodici.
Notevole, nonché lodevole, l’omaggio a Luciano Berio con le Quattro canzoni popolari (1952) contrappuntate dall’abile pianismo di Fraternali che dello stesso autore esegue dai Six Encores Wasserklavier, Luftklavier e Feuerklavier dimostrando particolare attitudine con questo repertorio.
Sorprende la prima esecuzione assoluta di All about Giulia (perhaps not everything) (2026) di Fabrizio de Rossi Re, un ciclo di quattro composizioni per voce sola nonché risulta particolarmente interessante (un)heavenly lullaby (1997) di Marco Di Bari soprattutto per la varietà timbrica della scrittura vocale qui magnificamente realizzata da Giulia Zaniboni.
Il programma è stato inoltre impreziosito dalle Four Beatles Songs, trascrizione di quattro canzoni dei Beatles ad opera di Louis Andriessen in cui le celebri melodie del gruppo inglese sono state arrangiate secondo diversi stili classici fra cui quello di Fauré e Ravel.
Applausi dal pubblico che affollava l’Auditorium della Fondazione Piacenza-Vigevano e un plauso a dAS Festival perché possa veleggiare sempre verso nuovi orizzonti e aprire le porte a repertori che altrimenti rischierebbero l’estinzione.
Gian Francesco Amoroso


Ph. MiTO
Ph. Alessandro Zanon
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