Succederà questa notte: (Venezia°83), una notte fonda per Nanni Moretti
Il grande ritorno di Nanni Moretti in Concorso, dopo trentasette anni di assenza dai tempi di Palombella rossa, periodo in cui il regista ha sempre preferito la Croisette al Lido, arrivando persino a conquistare la Palma d’Oro a Cannes nel 2001 con La stanza del figlio, con Succederà questa notte, è stato, purtroppo, un fiasco in piena regola.
Il film, tratto (per la seconda volta dopo Tre piani) dall’universo narrativo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, e in particolare dalla raccolta di racconti Legami, condensa l’intera vicenda sentimentale di Greta e Matteo nell’arco di una sola notte, in un condominio in cui destini apparentemente distanti finiscono per sfiorarsi e intrecciarsi. Sulla carta, l’operazione avrebbe anche un suo fascino: Moretti abbandona per una volta la dimensione più esplicitamente politica e autoriale a cui ci ha abituati negli ultimi anni, per tornare a raccontare i sentimenti, e lo fa richiamando in scena Jasmine Trinca a venticinque anni di distanza dal loro primo incontro sul set, proprio quella Stanza del figlio che tanto lo aveva consacrato. Nella pratica, però, il risultato è ben lontano dalle intenzioni: il film può risultare godibile per un pubblico medio, ma non è all’altezza di molti lavori precedenti del regista.
Moretti, scimmiottando Woody Allen, mette in scena la storia d’amore e di tradimenti tra Greta e Matteo con una banalità che sa di aria fritta, dirigendo con evidente svogliatezza due interpreti di indubbio talento come Jasmine Trinca e Louis Garrel, che pure avrebbero tutte le carte in regola per restituire complessità a personaggi scritti, invece, con estrema superficialità. Il pubblico ridacchia a ogni apparizione del caro vecchio Nanni, presente anche lui nel cast, oltre che dietro la macchina da presa, ma è la risata di chi sfoglia un vecchio video di famiglia, ritrovando uno “zio” ormai tenero e impacciato, più che quella suscitata da una reale trovata di scrittura o di regia.
Anche Jasmine Trinca sembra faticare a credere fino in fondo nel progetto. Il suo personaggio risulta poco caratterizzato, animato da comportamenti macchiettistici e talvolta privi di reale motivazione narrativa, un’incongruenza evidente anche sul piano visivo, dal momento che l’acconciatura resta identica pur a distanza di sette anni. Nei momenti che richiederebbero maggiore intensità interpretativa, come le scene di litigio, la recitazione dell’attrice appare invece piuttosto piatta, priva della forza emotiva necessaria a sorreggere il personaggio.
Garrel, dal canto suo, ha fatto i compiti: recita in italiano, è intenso e perfettamente calato nel personaggio, ma non basta a rendere il film interessante, né a colmare la debolezza di un impianto narrativo che fatica a reggersi in piedi per tutta la sua durata. Si vocifera che Nanni Moretti l’abbia “fatto apposta” per vendicarsi dell’esclusione dalla categoria in Concorso di diciassette anni fa. Il risultato, qualunque sia il motivo, è l’ennesimo “vorrei ma non posso” del cinema italiano degli ultimi anni.
Michele Carmone
11 settembre 2026
La locandina
| Regia: | Nanni Moretti |
| Scenaggiatura: | Nanni Moretti, Eshkol Nevo, Federica Pontremoli |
| Genere: | Commedia, Drammatico |
| Durata: | 103min |
| Personaggi e interpreti: | |
| Matteo | Louis Garrel |
| Greta | Jasmine Trinca |
| / | Angela Finocchiaro |
| / | Elena Lietti |
Fotografia, musica, ritmo
Sceneggiatura, originalità nella trama, recitazione









Andrejs Strokins
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