AMP Festival, Vicenza celebra sessant’anni di psichedelia
Dal 27 ottobre al 10 novembre 2026, il Teatro Comunale di Vicenza ospita la prima edizione di AMP Festival (Altri Mondi Possibili), nuovo progetto multidisciplinare ideato dal curatore artistico Marco Ghiotto e promosso dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza insieme al Comune. L’occasione è il sessantesimo anniversario del movimento psichedelico; il pretesto, quattro concerti di peso internazionale, eventi teatrali e una serie di approfondimenti disseminati in luoghi diversi della città.
Il nome del festival gioca su una doppia valenza: AMP come abbreviazione di amplificatore — metonimia della musica elettrica — e come acronimo di Altri Mondi Possibili, formula che dichiara un’ambizione programmatica precisa. Non solo concerti, dunque, ma un progetto che intende espandersi verso la divulgazione, il cinema, la poesia e la riflessione critica sulla cultura degli anni Sessanta e sul suo lascito ancora vivo.
I concerti
Ad aprire il festival, martedì 27 ottobre alle 21.00 nella Sala Maggiore, sono i Dirty Three. La band australiana guidata da Warren Ellis — violinista e collaboratore di lunga data di Nick Cave — manca dall’Italia dal 2012, e quella vicentina sarà la prima e unica data nazionale, nonché prima tappa del tour europeo. Il loro suono fonde rock elettrico, improvvisazione e strutture aperte in una forma che dal vivo acquista una dimensione quasi sciamanica, difficile da ricondurre a qualsiasi categoria.
Cinque giorni dopo, lunedì 2 novembre alle 22.00 al Ridotto, tocca a Robyn Hitchcock: pilastro della psichedelia britannica degli ultimi quarant’anni, artista di culto costruitosi una reputazione su un folk eccentrico e testi inclassificabili, si proporrà in solo acustico per un set volutamente intimo. Prima del concerto, alle 21.00 nello stesso spazio, Riccardo Bertoncelli — decano della critica musicale italiana — terrà una lezione sulla nascita e la storia della psichedelia: serata doppia, dunque, e particolarmente densa.
Venerdì 6 novembre, sempre al Ridotto e alle 21.00, salgono sul palco i C’mon Tigre, collettivo internazionale formatosi in Italia che sintetizza afrobeat, jazz etiope, funk, elettronica e ritmi mediterranei in un impasto sperimentale e insieme danzabile. Il gruppo opera spesso nell’anonimato collettivo, costruendo un’identità sonora dal profilo deliberatamente sfuggente — il che, in qualche modo, è già una dichiarazione d’intenti.
A chiudere il programma, martedì 10 novembre alle 21.00 in Sala Maggiore, i Tortoise. La band di Chicago, attiva dagli anni Novanta e tra le fondatrici di quel non-genere battezzato post-rock, porta dal vivo una complessità arrangiativa e una precisione strumentale che rendono ogni concerto un’esperienza difficilmente replicabile. Jazz, kraut rock, elettronica si sovrappongono senza che nessuno prevalga: etichettarli è esercizio inutile, e probabilmente questo è esattamente ciò che vogliono.
Gli eventi teatrali
Il versante scenico del festival si inaugura martedì 3 novembre alle 21.00 nella Chiesa di San Vincenzo, in Piazza dei Signori, con “Musica Spontanea”, performance live dell’artista vicentino Alan Bedin. Sabato 7 novembre alle 21.00, di nuovo al Ridotto, andrà invece in scena “The Rolling Stones – Paint It Black”, scritto da Enzo Guaitamacchi — storico musicista e collaboratore di progetti come Quelli della Notte e DOC — con Andrea Mirò, Folco Orselli e Brunella Boschetti: musica e video per ripercorrere la storia di uno dei gruppi più influenti del Novecento.
Gli approfondimenti
La programmazione culturale si apre giovedì 29 ottobre alle 21.00 nella Chiesa di San Vincenzo con una serata dedicata alla scena psichedelica inglese nel rock progressivo, curata da Marco Fazzini, direttore artistico del festival Poetry. Mercoledì 4 novembre alle 21.00 nella Sala Lampertico del Cinema Odeon, il critico cinematografico Mario Sesti e il critico musicale Anton Giulio Onofri conducono “2001: suoni e visioni dal film psichedelico per eccellenza”, dialogo sull’uso di immagini e musica nel capolavoro di Kubrick. Il giorno dopo, giovedì 5 novembre alle 21.00 nella Sala dei Pegni del Monte di Pietà, Jacopo Bulgarini D’Elci propone “Un oscuro scrutare – Il sogno psichedelico degli anni ‘60 tra cinema e letteratura”, con uno sguardo su come quell’epoca sia stata filtrata e trasfigurata dai media. A chiudere, sabato 7 novembre alle 19.00 nel Foyer del Teatro Comunale, lo scrittore e filosofo Edoardo Camurri con il talk “Dieci biscottini acidi”, dedicato al rapporto tra droghe e filosofie legate alla psichedelia.
I biglietti per i concerti saranno disponibili online su www.tcvi.it a partire dall’8 giugno, con prezzi che vanno dai 15 euro per Hitchcock al Ridotto fino ai 60 euro per il primo settore della Sala Maggiore nei concerti dei Dirty Three.
Alessandro Cammarano










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