• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
Sei in: Home1 / Recensioni2 / dal Vivo3 / Bologna: la tomba di Fidelio

Bologna: la tomba di Fidelio

«Wer du auch seist, ich will dich retten, bei Gott, du sollst kein Opfer sein!/Gewiss, ich löse deine Ketten,/ich will, du Armer, dich befrein!» –

«Chiunque tu sia, ti voglio salvare,/per Dio, non sarai una vittima!/Si, io sciolgo le tue catene,/misero, ti voglio liberare!» –

L’essenza di Fidelio è tutta qui: Leonore non sa ancora che il prigioniero per il quale deve scavare la fossa è il marito Florestan, per lei è semplicemente un uomo che soffre una pena ingiusta ed ha bisogno del suo aiuto, che a lui sarà dato a prescindere, senza remore, gratuito.

Leonore/Fidelio agisce per amore e per giustizia come Pizzarro è al contrario mosso da sentimenti esattamente opposti; la lotta qui non è semplicemente tra bene e male, ma tra etico e immorale; Beethoven detestava l’esercizio del potere visto come prevaricazione di molti da parte di pochi e la sua unica opera è rappresentazione plastica del suo credo, che affonda le radici nel profondo del terreno illuminista.

Opera senza tempo, seppur temporalmente collocata, universale come lo sono le tragedie classiche e i drammi scespiriani, dirompente come solo gli ideali possono essere, capace di risvegliare le coscienze, celebrazione della Libertà intesa come condivisione di ideali alti e comuni.

Georges Delnon firma per il Comunale di Bologna – in coproduzione con la Staastoper Hamburg – un Fidelio di assoluta insipienza, in cui le nevrosi accentuate di ciascun personaggio non portano nulla alla drammaturgia, sminuendone anzi i fondamenti più profondi.

Complice la scena sostanzialmente fissa di Kaspar Zwimpfer – che ha almeno il pregio di poter essere riutilizzata per almeno un’altra dozzina di titoli, da Macbeth alla Principessa della czarda – l’azione è calata nell’appartamento di Rocco, presumibilmente sorvegliante di un qualche “centro di rieducazione” di quella che potrebbe essere la DDR dei primi anni Settanta del secolo scorso, visti anche i costumi di Lydia Kirchleitner.

La vetrata sul fondo mostra un bosco che muta d’aspetto nell’alternarsi delle stagioni, grazie ai video alquanto spartani di fettFILM e che è l’unico punto di contatto con l’esterno.

In questo spazio concluso, ove la parete di destra scorre aprendosi verso il centro del palcoscenico, rivelando ora uno schedario pieno di faldoni ora le brande dei prigionieri – con l’immancabile maschione nudo e di spalle perché, si sa, un culo a teatro fa sempre allegria – per mostrare infine la cella di Florestan ingombra di carte e di una macchina da scrivere che, probabilmente, rappresenta la libertà di pensiero.

Rocco, truccato come il nonno di Helmut Berger, è anch’egli proprietario di una macchina da scrivere e forse le vicende di Fidelio sono frutto della sua immaginazione, idea rafforzata dai siparietti conditi da proiezioni di frasi tratte dalla Dantons Tod di Büchner che non aggiungono nulla e finiscono per spiegare l’ovvio.
lo “scavo” dei personaggi è del tutto superficiale e anche un po’ pretenzioso, in stile “psiconalisi per corrispondenza; infastidiscono Jaquino passivo-aggressivo, Marzelline ossessionata dal suo abito da sposa e succube di chiunque, Florestan bamboccione, Don Fernando narciso e guappo.

Si salvano i due opposti, ovvero Leonore-Fidelio e Don Pizzarro, delineati con sufficiente attenzione; un po’ poco.

La direzione di Asher Fisch è snervata nei ritmi, discontinua nei tempi e blanda nelle scelte dinamiche – complice anche un’orchestra non esattamente collaborativa – e finisce per deprivare la narrazione musicale di ogni suo slancio drammatico calando il tutto in un grigiore plumbeo.

A sua parziale discolpa si deve doverosamente addurre la modestia assoluta di parte della compagnia di canto e la difficoltà evidente del coro nel destreggiarsi in un repertorio che non gli appare congeniale, che lo costringono a limitarsi al cercare di far quadrare gli equilibri buca-palcoscenico e non sempre riuscendoci.

Simone Schneider è Leonore vocalmente generosa e capace di cogliere l’essenza del personaggio, rendendola con bella varietà di accenti e meritando i consensi del pubblico.

Le fa ottima compagnia il Pizzarro sottilmente sadico di Lucio Gallo, che lavora di cesello sugli accenti e le espressioni del viso.

Tragicamente inadeguato il Florestan di Erin Caves, che canta in yankee-german e non tiene in nessun conto l’intonazione, oltre ad impiccarsi fin da subito sulle note di passaggio, così come Petri Lindroos è Rocco morchioso e tonitruante.

Sascha E. Kramer disegna un Jaquino dalla vocalità fresca e Christina Gansch tratteggia una Marzelline di discreto spessore.

Completano il cast il corretto Nicolò Donini come don Fernando e i due prigionieri Andrea Taboga e Tommaso Norelli.

Applausi convinti e meritati per la Schneider e Gallo, di pura cortesia per gli altri.

Alessandro Cammarano
(10 novembre 2019)

Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO
Fidelio, TCBO

La locandina

DirettoreAsher Fisch
RegiaGeorges Delnon
SceneKaspar Zwimpfer
CostumiLydia Kirchleitner
LuciMichael Bauer
VideofettFILM
Personaggi e interpreti:
Don FernandoNicolò Donini
Don PizzarroLucio Gallo
FlorestanErin Caves
LeonoraSimone Schneider
MarzellineChristina Gansch
RoccoPetri Lindroos
JaquinoSascha E. Kramer
Due PrigionieriAndrea Taboga, Tommaso Norelli
Orchestra e coro del Teatro Comunale
Maestro del CoroAlberto Malazzi

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Search Search

Categorie

  • Notizie (1.293)
  • Recensioni (2.560)
    • dal Vivo (2.393)
    • in Libreria (51)
    • da Salotto (96)
    • dal Cinema (20)
  • Interviste (347)
  • Approfondimenti (225)
Seguici su Google News

Commenti recenti

  • mcLXXIV su Firenze: il Maggio riscopre la Finta semplice
  • scrn037 su Vicenza: Poppea incoronata e i tacchi di Nerone
  • Lorenzo Della Fonte su Chi è Beatrice Venezi
  • Matteo Pozzato su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena
  • Monica su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena

Archivi

Ultimi articoli

  • Ph. eliacecino.it
    Verona: I Virtuosi Italiani inaugurano con Rovaris e Cecino22 Ottobre 2026 - 11:38
  • Ph. Tactus
    CD: Sonate per pianoforte (Unia, Rossaro, Longo)22 Ottobre 2026 - 8:00
  • Brescia e Amisano
    Milano: Giselle alla Scala, il riscatto di Vittoria Valerio21 Ottobre 2026 - 18:48
  • Torino: passioni veriste al Regio21 Ottobre 2026 - 12:56
  • Ph. Comune di Vicenza - Creative Commons Attribution 4.0 International
    Vicenza Opera Festival: Iván Fischer torna all’Olimpico con Il Flauto magico20 Ottobre 2026 - 17:12

Tag

Arena di Verona Brahms Bru Zane Carmina Burana Chieti Così fan tutte Doray Dubois Elia Cecino Hervé Les Brigands les Chevaliers Malibran Mozart Padova Pianoforte Quatuor Ardeo Quatuor Giardini Quatuor Modigliani Raes Tchakerian telefono Tosca Trio di Parma Zuckermann
Le Salon Musical
Direttore responsabile:
Alessandro Cammarano
Registrazione tribunale di Vicenza n.ro 1/2022 del 10-03-2022
Search Search
© 2017-2026 Le Salon Musical - Tutti i diritti riservati - Informativa Privacy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
Collegamento a: Milano: l’opera fuori dal coro suona un dittico in periferia Collegamento a: Milano: l’opera fuori dal coro suona un dittico in periferia Milano: l’opera fuori dal coro suona un dittico in periferiaTancredi e Clorinda, Carmen, VoceAllOperaVoceAllOperaCollegamento a: Vicenza: scoprendo Kraus, il “Mozart Svedese” apre la stagione 19/20 della OTO Collegamento a: Vicenza: scoprendo Kraus, il “Mozart Svedese” apre la stagione 19/20 della OTO Andrea Marcon, OTO, Orchestra del Teatro OlimpicoAngelo NicolettiVicenza: scoprendo Kraus, il “Mozart Svedese” apre la stagione 19/20...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Usiamo cookie tecnici e, con il tuo consenso, cookie di analisi e social per migliorare l'esperienza di navigazione. Scopri di più nella nostra Informativa Privacy .

Accetta tuttiRifiuta

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Informativa Privacy
Informativa Privacy