Firenze: Sollima fra uno Zappa e l’altro
Un programma ricco di stimoli e suggestioni, dedicato praticamente a musiche di Frank Zappa (oltre che Moretto e Sollima, che però hanno selezionato brani in collegamento con quelli zappiani), quello presentato come inaugurazione della Stagione 2026/27 dagli Amici della Musica di Firenze, sabato 17 ottobre, dal titolo Wild Love, con il violoncello di Giovanni Sollima affiancato dall’eccellente ensemble Il Pomo d’Oro.
La presenza scenica e l’esuberanza comunicativa di Giovanni Sollima sono ben note al pubblico: il suo approccio fisico allo strumento e la spinta verso un continuo crossover stilistico rappresentano da sempre la cifra di questo artista vulcanico. Tuttavia, nel corso della performance fiorentina, si è avuta la sensazione che questo aspetto, se spinto all’eccesso, rischi talvolta di prevaricare l’equilibrio musicale complessivo, finendo per oscurare la delicatezza di certi passaggi a favore del solo gesto performativo.
Di questa impostazione ha risentito in parte anche la compagine de Il Pomo d’Oro, un ensemble di straordinario valore e sensibilità timbrica che, all’interno di questo specifico repertorio, è parso a tratti ridimensionato nel proprio potenziale espressivo, trovando meno spazio per far emergere appieno le qualità che da sempre lo contraddistinguono. Vediamo perché.
Nel mondo dell’arte e della musica colta, l’idea che uno strumento debba essere utilizzato esclusivamente per la musica della sua epoca è ormai superata e scrivere musica contemporanea per strumenti storici è una pratica diffusa e stimata, che rientra nella sperimentazione d’avanguardia. Tuttavia non sempre la ricerca e la sperimentazione sugli strumenti hanno portato a risultati del tutto verosimili o efficaci all’ascolto ed è quello che abbiamo percepito nel concerto Wild Love: nonostante la prova di altissimo livello del Pomo d’Oro (che comprende anche Vanni Moretto, un fior di contrabbasso) e il vulcanico ed eccellente violoncellista Giovanni Sollima, la scelta di alcune delle musiche — inclusa la composizione iniziale Intersong I di Sollima — è apparsa poco generosa verso la compagine strumentale. In particolare, gli oboi e i corni sono rimasti penalizzati da una scrittura che li ha messi in secondo piano, mortificando il talento di un ensemble che merita di essere ascoltato in tutto il suo splendore timbrico.
Nel primo brano, ad esempio, i corni risultavano pressoché inudibili a causa di una tessitura di scrittura evidentemente poco adatta alle caratteristiche e alla resa dei corni naturali. Analogamente, certi effetti timbrici avanzati — come il violoncello suonato nella porzione di corde tra i pioli di accordatura e il ponticello in Aquilarco n. 5 di Sollima — si sono risolti in gesti di grande impatto visivo a cui però non è corrisposta una reale produzione di suono udibile in sala.
Il momento di maggior interesse del concerto è giunto senza dubbio con la riscoperta del repertorio barocco legato a Francesco Zappa, compositore milanese del Settecento, che propriio Frank Zappa aveva riscoperto in un disco del 1984 : sono stati eseguiti i tre movimenti della sua Gran Sinfonia Concertata intervallati da altrettanti movimenti della composizione di Vanni Moretto Zappa’s Revenge, composizione del 2011 definita “Sinfonia in tre atti” e che rielabora e reinterpreta celebri composizioni di Frank Zappa, che ci ha fatto scoprire un’altra dote – quella di compositore – di questo già apprezzatissimo contrabbassista. Grazie anche al prezioso lavoro di contestualizzazione e cura musicale di Vanni Moretto, l’ascolto si è trasformato in un’operazione culturale raffinata e stimolante: una preziosa occasione per riscoprire una pagina di storia musicale del compositore milanese del Settecento quasi omonimo di Frank Zappa, restituita con garbo, intelligenza e grande fascino d’insieme.
Anche Sollima ha composto un brano ispirato a questo compositore e dice che “Io, in una notte, sento di voler reagire al contrario; prendo un tema da un secondo movimento (in tonalità Si bemolle) di una Sinfonia di Francesco Zappa e lo ‘calo’ letteralmente in una situazione sonora piena di fumo e dal sapore Be-Bop, il brano infatti si intitola B Flat Bop Flow.” E qui si è ritrovato il Sollima rock, che ha voluto giocare anche con il pubblico e ha, effettivamente, riscosso un grande apprezzamento, ricompensato con due bis di brani di Frank Zappa, appunto.
Donatella Righini
(17 ottobre 2026)
La locandina
| Violoncello | Giovanni Sollima |
| Il Pomo d’Oro | |
| Programma: | |
| Sollima | |
| Intersong I | |
| Frank Zappa | |
| None of the above | |
| Sollima | |
| Aquilarco n. 7, “Rotating Dance” | |
| Francesco Zappa | |
| Gran Sinfonia Concertata – I mov. Allegro (Federico Guglielmo, violino solo) | |
| Moretto | |
| Zappa’s Revenge – I mov. Allegro | |
| Francesco Zappa | |
| Gran Sinfonia Concertata – II mov. Andante (Federico Guglielmo, violino solo) | |
| Moretto | |
| Zappa’s Revenge – II mov. Andante | |
| Francesco Zappa | |
| Gran Sinfonia Concertata – III mov. Minuetto (Federico Guglielmo, violino solo) | |
| Moretto | |
| Zappa’s Revenge – II mov. Allegro | |
| Frank Zappa | |
| Questi Cazzi di piccione | |
| Sollima | |
| b flat Bop Flow (su un tema di Francesco Zappa) | |
| Francesco Zappa | |
| Trio n. 1 in sol maggiore, op. 1 | |
| Sollima | |
| Aquilarco n. 5, “Leonardo’s Ornithopterus” | |
| Frank Zappa | |
| Wild Love (rilettura di Giovanni Sollima) | |




Ph. Michel Monasta
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