Milano: Flashdance, nuova vita per un Cult

I vibranti anni Ottanta riscaldano la fredda Milano e la accendono con i loro sgargianti colori grazie a Flashdance – Il Musical, nato nel Regno Unito nel 2008, qui portato in scena dalla rinomata Compagnia della Rancia e prodotto da HeArt Productions, per la regia di Mauro Simone, già direttore di molti spettacoli della Compagnia. Lo spettacolo inizialmente previsto dal 9 ottobre al 30 novembre 2025, ma successivamente prolungato fino al 17 gennaio 2026, porta sul palcoscenico lo spirito del film del 1983 a cui è ispirato. Così come Flashdance era stato un poetico ed elettrizzante scorcio del sogno americano, realizzato in modo semplice ma efficace, anche il musical ha poche pretese e punta a intrattenere e a riaccendere nell’immaginario del pubblico, nostalgico e non, quel desiderio di possibilità che attraversa le epoche.

La protagonista, Alex Owens, giovane e “credibilissima” saldatrice con un talento innato per la danza, è interpretata da Vittoria Sardo, artista di origini siciliane, talentuosa e comoda nel ruolo, decisamente dotata tanto nella recitazione quanto nel canto e nel ballo, ma che purtroppo risente del fatto che il personaggio di Alex non goda degli assoli memorabili presenti nel film originale, a parte la famosa scena del provino finale, che comunque manca di intensità e di trasporto emotivo rispetto a quella interpretata da Jennifer Beals (e da varie controfigure) nell’83. L’esplosiva eroina viene introdotta con grande enfasi durante le sue apparizioni nel locale notturno in cui lavora, ma la sua esibizione, seppur carica di energia e di espressività, si risolve in un momento di breve durata, lasciando una sensazione di incompiutezza nello spettatore (anche nell’iconico numero “Maniac”, che chiude il primo atto con il colpo di scena del famoso scroscio d’acqua che cade sulla ragazza). La decisione di limitare le coreografie affidate alla protagonista potrebbe essere motivata dalla presenza di molti brani vocalmente complessi; tuttavia, questa scelta risulta paradossale, considerando che il personaggio principale è definito, innanzitutto, come una ballerina. Vittoria Sardo riesce comunque a brillare, mettendo in mostra tutto il suo indiscusso talento.

Parlando di talento non si può non citare il giovane cantante a cui è affidato il ruolo del comprimario maschile Nick Hurley, Raffaele Ficiur, giovane attore e cantante di origini triestine, già fondatore di una propria compagnia teatrale, tecnicamente impeccabile e doppiamente sorprendente sin dalle prime note, dato che a vestire i panni del personaggio è di solito un altro performer, Mattia Baldacci, che, come altri membri della Compagnia, è stato, purtroppo, colpito da una severa forma influenzale. Dario Napolitano, abitualmente ballerino dell’ensemble, interpreta Jimmy, la spalla comica dello spettacolo, solitamente affidato a Raffaele Ficiur. Tuttavia, la sua performance risulta meno efficace, in particolare sul piano recitativo, con un’interpretazione che appare forzata e poco calibrata, soprattutto nei momenti più emotivamente delicati, in cui il personaggio richiederebbe una resa più autentica e toccante.

Arricchiscono la storia i personaggi delle tre amiche della protagonista, diverse e ben caratterizzate, anche grazie all’interpretazione di Rebecca Ingrassia e Camilla Tappi, rispettivamente la fragile Gloria e la sensuale e carismatica Tess, entrambe convincenti sia sul piano vocale che recitativo. Sofia Menegolli, chiamata a ricoprire il ruolo della terza amica, Kiki, in sostituzione di Giulia Sol, dimostra una certa esitazione nell’interpretazione vocale, segno probabile di insicurezza nella parte. Tuttavia, evidenzia un notevole talento nella danza, confermando una solida preparazione tecnica e scenica. Nonostante la situazione straordinaria, in cast ha saputo comunque gestire e portare avanti lo spettacolo con professionalità, frutto di un costante ed ammirevole lavoro di preparazione e di un’attenta cura nei coveraggi, studiati in ogni possibile combinazione. Il che non giustifica la deludente interpretazione di Claudio Zanelli, titolare del ruolo di C.C., l’antagonista, che sembra non convincere neanche sé stesso, sin dal suo ingresso in scena, nonostante una caratterizzazione visiva efficace (seppur alquanto macchiettistica) del personaggio. Al contrario, Rosalba Bongiovanni, nel ruolo della prima insegnante di Alex, Hannah, e Giancarlo Teodori, che interpreta Harry, il proprietario del locale e “papà” delle ragazze, conferiscono un’interpretazione solida e godibile, seppur un po’ vecchio stile. Divertente anche Annamaria Schiattarella, sia nella parte della badante latinoamericana della signora Hannah, Louise, che in quella della severa direttrice della scuola di danza, Mrs. Wilde.

Decisamente degno di nota il lavoro compiuto da Francesco Vignati nel disegno luci, che valorizzano ed intensificano al massimo ogni momento, evocando l’energia e l’estetica degli anni Ottanta (di grande effetto l’utilizzo delle barre luminose nelle coreografie) e di Lele Moreschi nelle scene, una costruzione essenziale e minimalista che, articolandosi su più livelli, contribuisce in modo originale alla costruzione del racconto visivo.

Le canzoni composte da Robbie Roth infondono lo spettacolo dell’energia pop-rock degli anni Ottanta arricchendolo con sonorità più teatrali, senza allontanarsi troppo dall’atmosfera del film originale. Le versioni accattivanti delle famose hits “Maniac”, “Manhunt”, “Gloria”, “Flashdance… What a feeling”, creano, anche grazie alle coreografie di Giorgio Camandona, numeri di grande effetto come “I Love Rock ‘n’ Roll” e “Chameleon Girls”.

Infine, durante i saluti finali, il cast coinvolge il pubblico invitandolo ad alzarsi e a lasciarsi trasportare dal ritmo. Una scelta forse prevedibile, che potrebbe apparire come un espediente per distogliere l’attenzione da alcune debolezze strutturali, ma che risulta coerente con il messaggio centrale dello spettacolo: come Alex, anche noi dovremmo imparare ad affidarci con maggiore libertà ai nostri impulsi e alle nostre emozioni.

Chi se ne frega, balliamo.

Michele Carmone
2 gennaio 2026

La locandina

Scritto da Tom Hedley e Robert Cary
Musiche Robbie Roth
Liriche Robert Cary e Robbie Roth
Sceneggiatura Tom Hedley e John Eszteraas
Storia Tom Hedley
Traduzione e adattamento testo e liriche italiane Franco Travaglio
Coreografie Giorgio Camandona
Direzione Musicale Andrea Calandrini
Scene Gabriele Moreschi
Costumi Riccardo Sgaramella
Disegno Luci Francesco Vignati
Disegno Fonico Armando Vertullo
Regia Mauro Simone
Personaggi e interpreti:
Alex Owens Vittoria Sardo
Nick Hurley Raffaele Ficiur
Kiki Sofia Menegolli
Gloria Rebecca Ingrassia
Tess Camilla Tappi
Jimmy Dario Napolitano
C.C. Claudio Zanelli
Louise/Mrs. Wilde Annamaria Schiattarella
Hannah Rosalba Bongiovanni
Harry Giancarlo Teodori
Ensemble Eleonora Buccarini, Arianna Viviani, Valerio Angeli, Carlotta Pastore, Antonio Cardelli, Piera Ciferri, Davide Fabbri, Francesco Lizzi

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.