Palazzetto BRU ZANE: Trio con pianoforte

Il trio con pianoforte, nel panorama della musica da camera, suggerisce quasi sempre,  un’atmosfera intima, da soirée musicale in famiglia. Il delizioso concerto che il Trio di Parma ha offerto al pubblico del Palazzetto Bru Zane lo scorso sabato ci è parso rispettare questa deliziosa domesticità sia nella scelta del programma che nella sua esecuzione. Tre gli impaginati proposti, a rappresentare altrettanti aspetti del trio con pianoforte, dall’approccio accademico, all’esaltazione del coté  ironico, alla celebrazione del trio come formazione da concerto.L’accademismo è incarnato, nell’occasione, dal Trio in sol maggiore scritto da un Claude Debussy poco più che diciottenne.

La composizione, che risente fortemente, e come potrebbe essere altrimenti, dell’influenza dei grandi romantici sul giovane autore, presenta elementi di intrigante fascino. La rarefazione del suono, gli accordi sospesi, le arditezze del contrappunto sono di là da venire, eppure l’invenzione melodica è già matura, la forma trova pieno rispetto, lo sviluppo del discorso musicale appare pressoché completo. Colpiscono in particolare lo Scherzo ed il Finale, ove più che altrove si intuisce ciò che verrà di lì a qualche anno.Straordinariamente bello ci è sembrato il Trio in sol minore op. 54 di Charles-Valentin Alkan, nel quale scorre un divertimento mai fine a se stesso. Di grande intelligenza il secondo movimento, Très vite, nel quale il pianoforte sembra fomentare, restandone fuori, una sorta di battibecco continuo tra il violino ed il violoncello.Conclude il programma il sontuoso Trio in mi minore op. 92 n°2 di Camille Saint-Saëns, nato per la sala da concerto e nel quale trova piena incarnazione l’impeto romantico, soprattutto nell’amplissimo movimento iniziale, un turgido Allegro non troppo, ma non è assente uno stupore quasi infantile che, nell’ Allegro finale, riporta tutto ad una dimensione di umanità stupita nel suo apparire quasi un’improvvisazione tanto è lieve.Di grande livello l’esecuzione musicale.Ivan Rabaglia, violino, Enrico Bronzi, violoncello ed Alberto Miodini, pianoforte, colgono con acume e sensiblità il nucleo  di ciascuna delle composizioni e lo sviluppano con un convincimento tuttì’altro che scontato, rendendole all’ascolto con una mercurialità coinvolgente.

Grande successo e la Quarta Dunka del Dunky Trio di Dvorak come bis.

Alessandro Cammarano

La locandina

  Trio di Parma
ViolinoIvan Rabaglia
VioloncelloEnrico Bronzi
PianoforteAlberto Miodini

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