Palermo: Angela Hewitt, l’arte della chiarezza
Nel panorama pianistico contemporaneo, pochissimi interpreti possiedono la capacità di Angela Hewitt di coniugare un rigore filologico cristallino con una naturalezza espressiva quasi vocale. Il suo recital a Palermo lunedì scorso in occasione della inaugurazione della Stagione concertistica 2026/2027 della Associazione Amici della Musica panormense, ne è stato la conferma tangibile: un programma sofisticato e ambizioso che ha intessuto un dialogo ideale e sottile tra l’articolazione barocca di Bach e Couperin, la limpidezza classica di Mozart e le raffinate trasparenze del Novecento di Ravel.
Ad aprire la serata è stata appunto la Sonata in Si bemolle maggiore K. 570 di Wolfgang Amadeus Mozart. La lettura mozartiana della pianista si è distinta per un perfetto equilibrio tra compostezza formale e un’intima vena cantabile. Le frasi musicali, modellate con un respiro naturale, hanno rivelato quella malinconia sottile e quell’arguzia luminosa che rendono quest’opera tarda un saggio di raffinata essenzialità.
Il primo tempo del concerto è poi proseguito con la celebre Partita n. 2 in do minore BWV 826 di Johann Sebastian Bach. Qui si è aperta la dimensione espressiva in cui la Hewitt è regina incontrastata: senza mai cedere all’effetto scenico o all’imitazione che a volte può sembrare ossessiva del clavicembalo, la Hewitt ha saputo sfruttare la sensibilità dinamica del gran coda per dando rilievo alle linee contrappuntistiche ed alle diverse voci sapientemente intrecciate dal Maestro tedesco. Dalla maestosa Sinfonia d’apertura alla scorrevolezza del Rondeaux e del Capriccio, il suo tocco, sempre sgranato e chiarissimo, ha restituito un Bach vivido, dall’architettura impeccabile.
Il Secondo tempo si muoveva dal raffinato clavicembalismo al Novecento francese. La seconda parte del recital ha infatti tracciato un ponte ideale tra il Settecento francese e la sua eredità nel Novecento. La Hewitt ha aperto il secondo tempo con cinque brani scelti dal Sixième Ordre di François Couperin. La pianista canadese ha dominato la complessità degli abbellimenti con totale disinvoltura, trasformandoli da piuri orpelli decorativi a vere sfumature timbriche ed emotive di straordinaria grazia ornamentale. Da Les Moissonneurs dove nel quadro bucolico dei “mietitori”, il ritmo di Gavotte è stato scandito con una verve rustica e stilizzata al tempo stesso. La Hewitt ha saputo dare rilievo alla vitalità campestre della pagina attraverso un tocco brillante e accenti ritmici ben delineati. Per seguire con Les Langueurs-Tendres, qui l’atmosfera è cambiata radicalmente. Con un fraseggio elegiaco e sospeso, la pianista ha accarezzato le dissonanze e le legature, trasformando l’esitazione espressiva in una forma d’arte pura e intima. Les Barricades Mystérieuses, il celebre Rondeau, ha rappresentato uno dei vertici espressivi della serata. La trama continua e sincronizzata di arpeggi è apparsa come una massa sonora fluida e ipnotica; grazie a un uso impercettibile del pedale e alla cura dei registri, le linee contrappuntistiche interne sembravano emergere spontaneamente da un velo di timbri sovrapposti. Di contro in Les Bergeries, la Hewitt ha trovato un equilibrio incantevole tra la semplicità della melodia e l’eleganza della forma, valorizzando la dolcezza melanconica del tema della pastorale. A chiudere la parentesi couperiniana è stata la vivace “giga” umoristica del Le Moucheron raffigurante appunto il volo di un moscerino. Con una rapidità d’esecuzione strabiliante e un tocco “pizzicato” di straordinaria precisione, la Hewitt ha reso alla perfezione i repentini cambi di direzione e il ronzio scherzoso dell’insetto.
A coronamento della serata, l’esecuzione de Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel che ha chiuso perfettamente il cerchio stilistico del programma. L’approccio alla scrittura raveliana è stato di una precisione chirurgica, facendo risplendere ogni singolo movimento — dalla brillantezza del Prélude alla compostezza della Forlane, fino alla sfrenata acrobazia della Toccata. Con un sapiente controllo dei pedali e della trasparenza acuta, la Hewitt ha mostrato quanto il mondo di Ravel affondi le sue radici nella nitidezza formale del clavicembalismo francese.
Il recital della pianista canadese ha letteralmente conquistato il pubblico palermitano che ha accolto l’esibizione con prolungati e calorosi applausi, ricompensati da dagli immancabili bis. Angela Hewitt ha così confermato ancora una volta di non essere soltanto una straordinaria specialista bachiana, ma un’artista completa, capace di legare secoli di letteratura tastieristica con autorità intellettuale, eleganza formale e un viscerale amore per il suono, specialmente eseguendo il Clair de lune di Claude Debussy: lontana da facili leziosità o da un rubato eccessivo, l’interpretazione è stata un capolavoro di sospensione e controllo del peso della tastiera con un pianissimo iniziale emerso dal silenzio della sala come una massa di luce impalpabile, con un fraseggio fluido che ha dato forma al respiro della melodia senza mai spezzarne l’arcata. Una raffinatezza esecutiva che si è ancor più concretizzata nel tempo rubato centrale, dove il gioco d’incastri tra le arpeggiature liquide e la voce cantabile ha rivelato una gamma infinita di sfumature coloristiche, per poi spegnersi in un finale di assoluta contemplazione, dove ogni singola nota sembrava fluttuare nello spazio acustico.
Una inaugurazione importante quella di lunedi sera che segna sicuramente il nuovo corso intrapreso dall’Associazione che appena compiuto il suo illustre centenario, ha rinnovato le fila delle sue compagini con Marianna Amato come direttrice artistica e continuatrice della vena classica, ma anche al passo con i tempi, dell’Associazione e Andrea Griminelli che la affiancherà come consulente artistico degli eventi internazionali.
Laura Donato
(26 ottobre 2026)
La locandina
| Pianoforte | Angela Hewitt |
| Programma: | |
| Wolfgang Amadeus Mozart | |
| Sonata in si bemolle maggiore K 570 | |
| Johann Sebastian Bach | |
| Partita n. 2 in do minore BWV 826 | |
| François Couperin | |
| Dal Sixième Ordre | |
| Les Moissonneurs · Les Langueurs-Tendres · Les Barricades mystérieuses · Les Bergeries · Le Moucheron | |
| Maurice Ravel | |
| Le tombeau de Couperin | |




Ph. Federica Bressan
Ph. Andrea Avezzù
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