Trieste: Thomas Borchert The Piano Man

Che Thomas Borchert sia una star non ci sono dubbi. Austria, Germania e Svizzera lo amano alla follia, compositori come Frank Wildhorn hanno scritto spettacoli per la sua voce, quindi non stupisce che sia davvero un fuoriclasse. Eppure coloro che sono arrivati al Rossetti, martedì sera, non avrebbero mai potuto arrivare preparati per un concerto come quello che hanno visto.

Finiti i tempi di streaming da casa e proposte online di qualità troppo spesso molto scadente, averle l’opportunità di passare una serata con lui, in carne e ossa, voce e pianoforte, pianoforte è stato emozionante. Si, perché Borchert non ha bisogno di capire se prenderà o meno quella nota o se si ricorderà la canzone che sta per cantare, lui il musical lo è in prima persona, attraversando le diverse partiture sempre da protagonista.

Per lui quindi una serata concerto è semplicemente un divertissement che gli permette di cantare, accompagnandosi al pianoforte, quello che gli viene in mente. Non a caso il concerto si intitolava “The piano man”. Tra qualche aneddoto, come il racconto di come a 4 anni avesse sbalordito sua mamma, di rientro dalla spesa, che lo aveva sorpreso arrampicato al pianoforte, intento a suonare l’Inno alla gioia di Beethoven ad orecchio, dopo averlo sentito alla radio, o qualche introduzione a musical come Tanz Der Vampire, per spiegarne le sfumature, Borchert ha dato vita a un molteplice percorso musicale.

C’era la sezione musical, ovviamente, la sezione dedicata alle canzoni dei film, quella con le canzoni pop-rock e quella con le canzoni composte da lui stesso. Quattro diversi strati di una torta a doppia glassatura jazz. Eh si, perché non improvvisare, quando si ha una totale padronanza del pianoforte e della propria voce? Ed ecco allora che The Phantom of the Opera diventa qualcosa di fresco e totalmente inedito. Moonriver, colonna portante di Colazione da Tiffany ma anche dell’ultimo episodio della 4 serie di Sex and the city, dedicato a New York, diventa qualcosa di avvolgente. Nonostante il mood della serata si sia mantenuto tra il rilassato e il divertito, con Where do I begin, da Love Story, ha toccato i cuori dei presenti, come con Your Song, capolavoro di Elton John. Un discorso a parte va fatto per la canzone di apertura, “Die unstillbare gier”, brano di Jim Steinman, compositore scomparso lo scorso aprile. Questo brano, creato per Meat Loaf, ha raggiunto il successo con il titolo di “Objects in the rear view mirror may appear closer than they are” ed è una vera e propria montagna russa per i sentimenti. Non uno, ma due i musical che la ospitano: Bat out of hell, che la usa così come è nata e, appunto, il Tanz Der Vampire, per il quale è stato chiamato a rielaborare il testo una leggenda tra i parolieri di area tedesca come Michael Kunze che la ha trasformata in “Die Unstillbare Gier”. Un momento commovente, toccante, bellissimo, sacrificato, forse, all’inizio, ma indimenticabile.  A completare la serata ci ha pensato il Rossetti, mettendogli a disposizione le sue maestranze, che hanno valorizzato con luci e videografica ogni istante. E per una sera, al Rossetti, sono tornate a brillare le stelle del musical internazionale.

Sara Del Sal
(29 giugno 2021)

La locandina

Pianoforte, canto, recitazioneThomas Borchert
Programma:
36 Häuser
Sweet transvestite
Just the way you are
The phantom of the opera
The best of goodbyes
Where do i begin
Moon river
Everything but you
This is the moment
The man I used to be
A wandering season
Your Song
Je länger ich lebe
Der letzte Tanz

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