Trieste: Mozart & Koopman accoppiata perfetta
Un Teatro Verdi al gran completo ha accolto con vibrante successo il concerto conclusivo della quarta edizione de Il Faro della Musica, il Festival di fine estate ideato e organizzato dalla gloriosa Società dei Concerti di Trieste in coorganizzazione con il Comune e con la collaborazione della Fondazione lirico-sinfonica cittadina.
La serata era di quelle accattivanti, un programma tutto mozartiano nel due centosettantesimo anniversario della nascita del Divino Salisburghese, un direttore di cartello quale l’olandese Ton Koopman, per la prima volta alla guida dell’Orchestra stabile del Verdi, un pianista giovane, classe 1983, lo svizzero-italiano Francesco Piemontesi nominato “New Generation Artist” dalla BBC di Londra nel settembre 2009, anche lui per la prima volta a Trieste.
Il risultato è stata una serata ricca di emozioni e sorprese, con un’Orchestra in forma smagliante che, galvanizzata dall’incontro con un grande Maestro, restituisce al pubblico con suono vivido e brillante, un Mozart fuori dagli schemi, ricco di pathos e di forte espressività. Il programma aveva al suo centro il Concerto in do maggiore K. 503 per pianoforte, terminato, secondo l’autografo, il 4 dicembre del 1786, nel periodo d’intervallo fra la prima esecuzione de Le Nozze di Figaro (1° maggio 1786) e la commissione del Don Giovanni (gennaio 1787), e terzultimo dei Concerti pianistici di Mozart. Proprio Le nozze di Figaro segnano una sorta di spartiacque nella produzione pianistica mozartiana; appena tre Concerti vedono, infatti, la luce fra la fine del 1786 e l’inizio del 1791, segno tangibile della crisi del rapporto fra Mozart – che utilizzò i concerti per pianoforte, di facile presa, per inserirsi e affermarsi nella società della capitale, – e il pubblico viennese.
Tutta la musica per pianoforte era considerata all’epoca come genere d’intrattenimento e di svago, ed era spesso destinata agli esecutori dilettanti, che si dedicavano al pianoforte come strumento di rapide soddisfazioni.
All’estate del 1788, uno dei periodi più infelici della breve vita di Mozart, risale invece la composizione febbrile dei tre capolavori sinfonici il cui culmine, quasi a suggello luminoso di tutto il sinfonismo mozartiano, è la Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 Jupiter che celebra il trionfo di un magistero tecnico ed espressivo tanto spontaneamente esibito quanto pazientemente costruito sul confronto con i grandi modelli del presente – Haydn – e del passato – il contrappunto bachiano e händeliano -.
Dopo la scelta di un organico più raccolto per la Sinfonia in sol minore, Mozart ritorna al fasto timbrico di quella in mi bemolle, con trombe e timpani, ma senza i clarinetti. Come dire, nella sua maestà solare intonata a olimpica grandezza – da cui il nome di Giove, probabilmente attribuitole dall’impresario londinese Johann Peter Salomon, l’alfiere di Haydn -, coniuga la solidità comunicativa di un do maggiore dimostrativamente epico e monumentale con la sottigliezza a tratti perfino inquietante della ricerca.
La serata si è aperta con la teatralità fulminea dell’Ouverture da Die Zauberflöte, capolavoro ultimo di Amadeus, e ha rappresentato un po’ tutti gli aspetti della personalità creativa mozartiana mettendo a confronto l’equilibrio classico del Concerto per pianoforte K. 503 che ha visto dialogare con l’Orchestra in modo esemplare il solista, eccellente il tocco delicato, autenticamente mozartiano, di Piemontesi con la maestosità sinfonica della Jupiter che Koopman ha condotto in modo talmente trascinante, da doverne bissarne un movimento prima di chiudere la serata.
Altri due bis mozartiani avevano chiuso la prima parte, applauditissimi da pubblico e orchestra, in cui Maestro e solista si sono esibiti a quattro mani prima di lasciare la tastiera al solo Piemontesi.
Serata memorabile, di quelle illuminate dalla luce di Mozart che brilla come un Faro della musica, grazie anche a questo bel concerto.
Rino Alessi
(24 settembre 2026)

La locandina
| Direttore | Ton Koopman |
| Pianoforte | Francesco Piemontesi |
| Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste | |
| Programma: | |
| Wolfgang Amadeus Mozart | |
| Ouverture da “Die Zauberflöte”, K 620 | |
| Concerto per pianoforte n. 25 in do maggiore, K 503 | |
| Sinfonia n. 41 in do maggiore, K. 551 “Jupiter” | |




Ph. Manuel Sisvestri
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!