Padova: Chopin rinasce nelle mani di Leonora
È sempre un piccolo miracolo trovarsi di fronte al talento musicale della pianista Leonora Armellini, per la quale la musica rappresenta la vita stessa: ogni suo respiro e ogni movimento del corpo emanano ed esprimono musica. Ciò emerge con ancora maggiore forza quando si misura con una sfida titanica che l’ha vista impegnata negli ultimi dieci anni: eseguire l’intera opera per pianoforte di Fryderyk Chopin.
Un’impresa complessa, che in lei acquista una sfumatura del tutto particolare. Fin dalle prime note, il pubblico la vede trasfigurarsi e lasciarsi trasportare dallo spirito del compositore, rivelando quanto Chopin sia parte integrante del suo essere e facendo trasparire una passione profonda, che può venire colta anche dall’ascoltatore meno esperto.
Le note fluiscono come un fiume in piena, con brevissimi intermezzi tra un brano e l’altro, ricreando l’atmosfera di un unico grande racconto senza interruzioni. Il pubblico resta in ascolto con il fiato sospeso, trattenendo il respiro fino alle ovazioni e al fragoroso applauso finale che ne decreta il trionfo.
La serata, concerto finale del Festival Internazionale Pianistico Bartolomeo Cristofori, si è configurata come un’esplorazione delle pagine giovanili, meno frequentate, e della dimensione più intima e postuma di Chopin. Un percorso tra gli anni trascorsi a Varsavia e l’inizio del periodo parigino, che ha portato sul palco lavori rimasti nei manoscritti, editi postumi o nati come esercizi di stile, in cui la forma della danza (polacca, valzer, contraddanza) e della variazione si tinge di un’intensa e ombrosa malinconia. Un programma che mette a nudo la genesi della poetica chopiniana, rivelando un autore che sperimenta, modella le forme tradizionali e si confronta con le grandi architetture accademiche.
In un predominante modo minore, il filo conduttore dell’esibizione è l’introspezione giovanile. Il Re minore della Polacca op. 71 n. 1, il Fa minore della Polacca op. 71 n. 3 e soprattutto il Do minore del Notturno postumo e della Sonata op. 4 sono ben lontani dalla sfacciata esuberanza virtuosistica delle composizioni da concerto mature, custodendo al contrario un clima di confessione intima e raccolta.
Leonora riesce a rendere appieno questa atmosfera meditativa, accostandola con grazia all’eleganza delle danze da salotto: dalla sbarazzina Contredanse in Sol bemolle maggiore ai raffinati Valzer op. 70, fino alle due Polacche op. 71. Nelle mani della Armellini, il ritmo di danza sfuma in una rêverie, quasi fosse racchiuso in una fluttuante bolla di sapone.
Le mani si fondono in un unico gesto, mentre melodia e accompagnamento finiscono per scambiarsi e intrecciarsi. Questo accade specialmente nelle Variazioni su “Der Schweizerbub” — scritte a soli sedici anni — e nella monumentale Sonata n. 1 in Do minore op. 4, vero e proprio banco di prova della grande forma sotto la guida di Józef Elsner, in cui Chopin si misura con i canoni severi della tradizione classica e contrappuntistica tedesca.
Leonora ci ha accompagnati nella “stanza segreta” di Chopin, un luogo che batte all’unisono con il suo stesso cuore, dimostrando una profonda maturità stilistica e interpretativa unitamente a una straordinaria tenuta fisica ed emotiva.
Riprendendo la celebre lezione di Martha Argerich, la pianista ha concluso il concerto con un “effetto sorbetto”: alleggerendo la tensione emotiva accumulata, ha contrapposto alla malinconia e al lirismo chopiniano le linee melodiche cristalline di Scarlatti, regalando al pubblico una ventata di dinamismo, gioia e leggerezza.
Federica Bressan
(28 settembre 2026)
La locandina
| Pianoforte | Leonora Armellini |
| Programma: | |
| Fryderyk Chopin | |
| Polacca op. 71 n. 1 “Allegro maestoso” in Re min. | |
| Polacca op. 71 n. 3 “Allegro moderato” in Fa min. | |
| Contredanse in Sol bem. magg. | |
| Tre Valzer op. 70 | |
| Lento con grande espressione | |
| Variazioni su un’aria nazionale tedesca | |
| Notturno op. postuma in Do min. | |
| Sonata n. 1 in Do min. op. 4 | |


Ph. O DeCarlo
Ph. Federica Bressan
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!