Firenze: Romanzo criminale si fa opera
Si sta avvicinando la data della prima mondiale assoluta dell’opera Romanzo criminale, su libretto di Giancarlo De Cataldo (tratto dal suo romanzo di grandissimo successo del 2002) e musica di Nicola Piovani. Quello che si è percepito durante la conferenza stampa di presentazione è il clima di reciproca stima e amicizia che c’è fra gli artefici di questa operazione, a partire dal Sovrintendente Carlo Fuortes, definito “impresario” sia da Piovani, sia da De Cataldo e anche dal regista, Massimo Popolizio. Fuortes e De Cataldo si sonoscono da molto tempo e proprio Fuortes ha introdotto il noto scrittore (nonché magistrato) De Cataldo all’opera lirica. Sempre Fuortes ha scelto Piovani e Popolizio, entrambi come ha detto lui stesso, che conoscono molto bene Roma e l’epoca in cui è ambientato Romanzo criminale. Popolizio, poi, ha anche interpretato come attore il ruolo del Terribile nel film di Michele Placido del 2005, che dal romanzo è stato tratto. Insomma, dopo la traspposizione cinematografica e, in seguito, una serie di due stagioni diretta da Stefano Sollima per la tv, il cerchio – come ha detto il responsabile della comunicazione del Maggio, Paolo Klun – si chiude ora con la realizzazione dell’opera in musica.
La trama ha dovuto necessariamente subire una riduzione e dunque, come dice De Cataldo stesso, della storia originale sopravvive il nucleo forte, quello del crime e della violenza che, però, Popolizio ha voluo descrivere non come quella di Roma o della sola Magliana, ma ha voluto raccontare il mondo del crime in genere, la cui narrazione, nel lbretto e nella partitura, è affidata a Patrizia, personaggio che nel romanzo ha meno rilievo e che qui è invece protagonista. A interpretarla sarà Vanessa Goikoetxea, che torna a distanza di un anno dal successo del Macbeth dello scorso ottobre e ora sarà l’affascinante prostituta che fa da voce narrante della storia.
Circa il resto del cast il Dandi è interpretato da Anthony Ciaramitaro; il commissario Scialoja è Matteo Desole; Toni Nežić veste i panni del Terribile; Carlo Raffaelli è il Libanese; il Bufalo è interpretato da William Hernández; il Freddo da Alberto Petricca e Valentina Pernozzoli veste i panni della Madre del Libanese. Completano il cast, nella parte di Gemito, Davide Zaccherini, mentre Una giovane prostituta è interpretata da Ilaria Monteverdi.
Un altro personaggio fondamentale sarà il coro, che rappresenta il popolo che commenta, alla maniera greca. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.
Oltre al direttore (Piovani), regista (Popolizio), ricordiamo che le scene sono di Margherita Palli, i costumi di Silvia Aymonino, le luci sono curate da Pasquale Mari, la coreografia da Michele Abbondanza e le immagini da Jacopo Stoppa.
Dicevamo del clima amicale percepito fra i quattro artefici di questa operazione, che De Cataldo dice fosse un suo sogno nel cassetto da anni, ma va detto che l’atmosfera è analoga anche con il cast, e in una produzione operistica fa una grande differenza.
Piovani ha scherzato dicendo che in veste di spettatore di solito la “prima” assoluta era anche “ultima”, ma l’ “impresario” Fuortes l’ha messa in cartellone per ben 4 recite, diciamo noi, quindi a una prima (il 23 ottobre alle 20, con differita su Rai Tre alle 21.20, con regia televisiva curata da Claudia De Toma) seguiranno altre tre repliche: il 25 ottobre alle 15.30, il 28 ottobre alle 20 e il 31 ottobre alle 17. Non solo: dopo le recite fiorentine l’opera sarà rappresentata nel 2027 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.
Vogliamo quindi riportare il pensiero conclusivo di De Cataldo, che dopo aver espresso la sua gioia per il risultato raggiunto da questa operazione assai collaborativa con Piovani, in cui “la parola è al servizio della musica e la musica la restituisce sulla scena”, auspica che questa operazione sia “apripista di una stagione di rilancio dell’opera contemporanea, comprensibile e fruibile”.
Donatella Righini


Ph: Guido Werner - Deusche Grammophon
Ph. Giulia Nuti
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