Padova: Rigoletto all’ombra del Mantegna

L’avvio estivo della stagione lirica padovana 2022 cambia location. La consueta cornice del castello Carrarese lascia spazio a piazza Eremitani. Il palco è infatti allestito ad-hoc giusto a lato dell’omonima chiesa dallo scorso luglio iscritta nel Patrimonio mondiale UNESCO.

Dipinti, affreschi e decori in stucco e mattoni costituiscono la generica ma apprezzabile installazione video ideata da 4Dodo e proiettata sulle funzionali scene di Federico Cautero. Pochi gradini portano ad un rialzo caratterizzato da una grande apertura di forma circolare dotata di pannelli scorrevoli a farne da porte che diventano prima palazzo, poi casa ed infine locanda.

Aiutano nella contestualizzazione degli eventi i tradizionali e ben eseguiti  costumi di Stefano Nicolao.

Parallela all’idea di fondo delle scene va l’impianto registico affidato a Giuseppe Emiliani. I personaggi appaiono e scompaiono dal palco in successione senza particolari dinamiche. Il coro si ritrova in più occasioni a riempire la scena in stato di attesa, concentrando senza dubbio l’attenzione sui protagonisti, ma cadendo in una staticità generale non completamente colmata dalle proiezioni in movimento. Debole e scontato l’utilizzo di tre figuranti a sottolineare l’animo libertino del Duca.

Rotonda e ben poggiata è la voce di Simone Piazzola che, nonostante qualche piccolo affaticamento verso la fine del secondo atto, risolve con tecnica ed esperienza un buffone dalle mille sfaccettature e sempre credibile.

L’ingombrante ruolo del Duca Di Mantova è risolto con abile maestria da Marco Ciaponi, che con timbro  gradevole regala al pubblico una buona performance.

Yulia Merkudinova disegna una Gilda tenera e i convincente. D’altro canto non mostra l’evoluzione del personaggio che cresce in determinazione e forza soprattutto nel culmine drammatico del terzo atto. La voce è piacevole e di buona estensione ma difetta in agilità, caratteristica tipica del personaggio.

Di tessitura e profondità non completamente adatti al ruolo è lo Sparafucile Grigory Shkarupa speculare alla Maddalena interpretata da Nadezha Karyazina che, seppur intonata, pecca in dizione e fluidità nel fraseggio.

Non delude mai l’immancabile Nicolò Ceriani nei panni di Monterone e convincente il Marullo di Alex Martini. Un po’ sopra le righe Alice Marini con la sua Giovanna.

Completano il cast Borsa interpretato da Carlos Natale, il Conte di Ceprano di Emil Abdullaiev e Andreina Drago come Contessa di Ceprano.

In forma il Coro Lirico Veneto, cosi come l’Orchestra di Padova e del Veneto, ma in balia delle agogiche di Nicola Simoni. La sua visione, seppur chiaramente ragionata e energicamente sottolineata da un gesto deciso, non raccoglie il gusto personale di chi scrive. I tempi schizofrenici si susseguono senza riuscire a rendere il pathos della partitura, rendendo difficile l’immedesimazione nel dramma, il tutto accompagnato da una corposa azione di potatura dei da capo.

Serata nel complesso non memorabile ma decorosa.

Matteo Pozzato
28 luglio 2022

La locandina

Direttore d’OrchestraNicola Simoni
RegiaGiuseppe Emiliani
ScenografiaFederico Cautero per 4Dodo
Personaggi e Interpreti:
RigolettoSimone Piazzola
Il Duca Di MantovaMarco Ciaponi
GildaYulia Merkudinova
SparafucileGrigory Shkarupa
MaddalenaNadezha Karyazina
GiovannaAlice Marini
MonteroneNicolò Ceriani
MarulloAlex Martini
Matteo BorsaCarlos Natale
Il Conte di CepranoEmil Abdullaiev
La Contessa di CepranoAndreina Drago
Orchestra di Padova e del Veneto
Coro Lirico Veneto

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