Torino: dalla fucina delle ferrovie a quella di giovani talenti

Metti un pomeriggio di fine estate a Torino. La vecchia capitale sabauda non è più la stessa, da tempo ha perso quell’aura plumbea che l’aveva avvolta nel Novecento attraverso l’intelligente riconversione di tanti spazi del suo grigio passato industriale all’uso pubblico con particolare attenzione alla cultura e all’intrattenimento. La speranza è che più recenti sviluppi amministrativi non tornino a relegarla a capoluogo di Provincia.

Prendiamo l’esempio delle Officine Grandi Riparazioni (OGR oggi suona più cool) in zona Porta Susa dove, fino agli novanta del novecento, si riparavano locomotive e vagoni e dove, può anche capitare, di ascoltare un’orchestra di giovani talenti eseguire senza una sbavatura l’Eroica di Beethoven e una sfiziosa sinfonia contemporanea del Maestro Corghi. Ma veniamo ai fatti.

La Fondazione CRT (come a dire anche le Banche hanno un cuore) ha fondato un’orchestra di giovani talenti, affidando i virgulti musicali alle amorevoli e severe cure della Fondazione Accademia Perosi e, più di recente, alla dura disciplina del Maestro Marco Alibrando che l’ha brillantemente diretta nel doppio concerto alle OGR di Torino del 29 settembre e al Teatro Sociale Villani di Biella del giorno successivo.

Il giovane Maestro Alibrando (Messina, 1987), barba fiera da figlio della Magna Grecia, ha mostrato in pedana grande autorevolezza con movimenti che avevano una precisione quasi chirurgica (sarà nel dna di una famiglia che annovera molti medici), senza però tradire la fluidità e il trasporto romantico dell’Eroica.

L’orchestra l’ha seguito con grande diligenza e il risultato è stato uno sviluppo della sinfonia molto compatto, qualcosa di simile a prolungate ed estese onde di suono che hanno piacevolmente avvolto il pubblico.

L’impressione è che il controllo del Maestro sull’organico dell’orchestra sia stato pressoché totale, ottimo auspico per la prosecuzione di una già brillante carriera che l’ha visto collaborare con colleghi del calibro Ivan Fischre e Gianandrea Noseda.

Interessante, anzi si è detto sfiziosa, la breve composizione del Maestro Corghi (“Il pungolo di un amore”) il cui ritmo sincopato bene rendeva il tema dell’opera.

Alla fine una sala gremita ha tributato il doveroso omaggio all’orchestra e al suo direttore per i quali, alla luce dei tempi che viviamo, non pare azzardare usare il termine “eroici”.

Marco Ubezio
(29 settembre 2019)

La locandina

OTM Orchestra Talenti Musicali
DirettoreMarco Alibrando
Programma:
Beethoven
Sinfonia n. 3 “Eroica”

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