Trame Sonore: un presidio da difendere!
Come spesso succede nella nostra sonora nazione, si passa dal vedere e sentire cose di qualità e di bellezza a cose assolutamente ignobili. Questo spesso succede perché le varie direzioni artistiche non si ricordano che la soavità della musica si ritrova nella semplicità delle proposte.
Pertanto, nobili istituzioni, spesso uniscono a concerti di musica eurocolta, tutta una serie di orpelli e orpellini che tanto piacciono alle nonne. Col rispetto dovuto a questa importante categoria. Succede dunque che da una parte e dall’altra della nostra sonora nazione, fra miagolii e stridii, si ritrovano invece giuste intonazioni e suoni ineccepibili che fanno far pace col mondo interno e quello esterno. Ma. Ma in accezione di ciò, ci si rende conto che molte attività ittiche e marinare di questa Italia mitteleuropea, nel senso di mittel appunto, enti, associazioni, ritrovi post prandiali, etc, ricevono fior di quattrini dall’industria statale che spesso, spesso, nel famoso Fus, ovvero la zona di gogna delle varie società di concerti, istituzioni liriche, associazioni di majorette e via dicendo, rientra tutto ciò che è stato sopra menzionato con diritto di replica o forse di dispersione mentale, cosi tanto per crederci. Ebbene, nel bailamme italico canterino e musicale, fra sagre dei prodotti ittici, lattieri e caseari, fra Bach e Gigi D’Alessio, pianista del S. Pietro a Majella che fra le cose interessanti della sua vita donò a Umberto Bindi un pianoforte quando costui era senza il becco di un quattrino, le sovvenzioni ministeriali, quelle gestite da Giuli Alessandro, arrivano, anzi fioccano per beare le santità musicali della nazione.
Dunque, ripetendo per non dimenticare, si ritrovano magnifiche attività che si strozzano quando ci sono quelle che invece non lo sono tanto, o quasi per niente. Insomma, fra ottimi allestimenti lirici, stagioni concertistiche che hanno logica e continuità musicologica, si ritrovano accozzaglie di intenti che spesso non combaciano con quanto invece viene selezionato per essere bello e di qualità. Per non parlare di quanti progetti il Mic finanzia, di quelli musicali intendiamo in questo luogo, senza che essi abbiano un certo senso. E i giovani musicisti in tutto questo? E la musica eurocolta, quella che si fa per fare come Bach faceva ovvero contribuire al benessere di messer Goldberg? In rare isole, in stazioni di sole e calore è possibile trovarle. Come Mantova, dove un visionario ha deciso da qualche anno di fare solo musica eurocolta, con grande scelta di musica da camera, invadendo la bellissima città dei Gonzaga e di Rigoletto, con cinque giorni di infinita beatitudine e bellezza. Forse al ministero non sanno che suonare musica e ascoltarla, contribuisce ad abbassare il livello del famoso cortisolo, quello che ci porta ad essere eccessivamente presenti a se stessi per sostenere le azioni. E se i suoni arrivano nella parte più recondita del nostro cervello, dove vi sono due tre cosine che inviano impulsi alle zone periferiche per indurre a quel giusto senso del piacere e del relax for hymne, ebbene essi belli e compiuti, donano quel senso di infinito benessere, o meglio come si dice oggi mindulfness che tanto che piace ai cognitivisti.
Ebbene Trame sonore è uno di quei presidi che dovrebbero essere fra i primi pensieri del Mic e degli enti pubblici che gestiscono denaro per finanziare concerti. Dovrebbe essere salvaguardato perché nei famosi cinque giorni, a Mantova arriva il mondo della musica eurocolta con interpreti giovani, con interpreti importanti. Soprattutto i giovani sono la forza di questa iniziativa, poiché sono tantissimi che volontariamente collaborano alla realizzazione di Trame. A parte quelli che ci suonano dentro. Ma i soldi non bastano, le spese sono tantissime. Basti pensare solo ai noleggi dei pianoforti, o alla disponibilità di un intero ristorante che funge da mensa, o dagli alberghi che ospitano i partecipanti. Questo giusto per far di veloce senso i conti della serva, come si dice insomma.
Mancano i soldi, quelli giusti per poter anche elargire a tutti i musicisti che ivi arrivano, un certo gettone di presenza. Che invece non ricevono perché si offrono volontariamente per fare di Trame Sonore un luogo di bellezza infinita. Pertanto, morale della storia, sarebbe tanto bello che nella nostra canterina e musicale nazione, si facesse attenzione a ciò che funziona veramente bene, che ci fosse quel senso pratico di portare avanti quello che ha valore e che potrebbe in qualche modo essere futuro. Nel senso di didatticamente possibile. La musica fornisce il senso della profondità e della scoperta. E’ forse fra i pochi linguaggi ad essere cosi’ utile alla scoperta del mondo infero. Ecco, sperperare i soldi pubblici, il Fus come se non ci fosse un domani, è un po’ come gettare l’oro non nel Reno ma nella fossa dei dannati.
Cosi chissà che un domani le nostre coscienze saranno più libere di scegliere, con coscienza appunto e non con incoscienza. Soprattutto per quel senso democratico che è l’unica nostra arma per non perdere la libertà.
Marco Ranaldi




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