• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
Sei in: Home1 / Recensioni2 / dal Vivo3 / Vicenza: Gadjiev e la logica dei piccoli pezzi

Vicenza: Gadjiev e la logica dei piccoli pezzi

Per la sua prima volta sul palcoscenico della Società del Quartetto di Vicenza (Ridotto del Teatro Comunale: non il luogo più adatto per fare e sentire musica, date le caratteristiche acustiche e ambientali), il pianista trentaquattrenne Alexander Gadjiev ha scelto un programma singolarmente inattuale, non tanto per la scelta dei compositori ma per la sostanziale frammentarietà delle proposte. Questione di gusti, beninteso, ma raramente l’autore di queste note ha avuto l’occasione di ascoltare un programma con sei compositori diversi, diventati sette al momento dei bis. La logica dei “piccoli pezzi” era dominante, ma biasimata dalla critica più accorta, in anni ormai lontani, e viene quindi il sospetto che quella di Gadjiev, classe 1991, sia stata una scelta volutamente controcorrente, nell’epoca in cui ormai gli impaginati dei recital tendono sempre di più al saggio monografico, o comunque a percorsi accuratamente impaginati attraverso prospettive stilistiche e storiche attentamente coordinate

Nel caso dell’interprete goriziano, la cronologia delle proposte era iscritta nell’arco di un secolo: è questo il tempo che separa le Bagatelle op. 126 di Beethoven (1824) dalla breve quanto fondamentale Suite All’aria aperta di Béla Bartók (1926). In questo spazio, rientrava tutto il resto: le tre Mazurche op. 59 di Chopin (1845); il secondo libro dei Préludes di Debussy (1910-12); l’ultima composizione pianistica lasciata da Robert Schumann, i Gesänge der Frühe op. 133, scritti nell’ottobre del 1853, pochi mesi prima della crisi che portò al ricovero in manicomio del compositore; la seconda Sonata op. 36 di Rachmaninov, datata 1913. Un arco stilistico così composito da rischiare di essere dispersivo.

Si è passati dal tardo stile di Beethoven (le Bagatelle op. 126 vengono dopo le Diabelli e sono il suo ultimo pezzo pubblicato per la tastiera) alle suggestioni moderniste di Debussy. Nell’uno e nell’altro caso, proposte secondo una logica di “assaggi” che ha impedito comunque di ascoltare le raccolte nella loro interezza: non tutte sei le Bagatelle, ma solo quattro, e pure quattro dei dodici Préludes che compongono il secondo libro (Brouillards, Ondine, La terrasse des audiences du clair de lune, Feux d’artifice). Se si aggiunge che nella vasta e articolata produzione pianistica di Chopin le tre Mazurche op. 59 non figurano fra le composizioni più seducenti, si ha il quadro di una frammentazione che non ha giovato nemmeno alla comprensione del pianismo di Gadjiev.

Nella prima parte del concerto, l’unico brano eseguito integralmente, oltre alla trilogia delle Mazurche, è stato quello di Bartók, proposto con tellurica energia espressionista nel primo e nell’ultimo dei cinque pezzi in cui si articola la Suite e con un’apprezzabile ricerca di atmosfere straniate nella pagina cruciale della raccolta, Musica notturna, superamento del simbolismo debussiano ascoltato per sommi capi poco prima, affermazione della complessità e vastità dell’universo espressivo proprio del patrimonio musicale popolare ungherese.

In Chopin e in Debussy è emersa specialmente la superiore padronanza tecnica del pianista goriziano, che controlla con sovrana facilità il tocco e l’agilità, ma non delinea particolari sfumature dinamiche in un eloquio espressivamente sempre controllato, certo, ma anche sostanzialmente distaccato, fascinoso per la riuscita della sfida esecutiva e non per la sottigliezza della dimensione coloristica. Così, il suo fraseggio ha reso l’ultimo Beethoven quasi anonimo e un po’ troppo orientato su coordinate genericamente romantiche; ha tolto a Chopin il pathos sottile che esiste anche dentro al mondo solo apparentemente spensierato delle Mazurche; ha disegnato Debussy con agogiche coinvolgenti, sempre tecnicamente ben padroneggiate, senza però che ad esse corrispondesse una adeguata forza evocativa della tavolozza timbrica.

Il momento più significativo del recital di Gadjiev, a conti fatti, è stata l’esecuzione di Schumann: la poesia un po’ straniata, insieme dolorosa e rarefatta, delle cinque “Canzoni del mattino” è stata delineata con partecipazione dolente, introspettiva, ricca di dettagli nel colore, di sfumature nel fraseggio. Puntuale, infine, l’approccio alla Sonata op. 36 di Rachmaninov, esecuzione tecnicamente molto agguerrita di un lavoro senza particolare qualità, ma significativo di quella che – secondo lo storico Piero Rattalino – era la cifra caratterizzante delle composizioni per pianoforte solo dell’autore russo: l’abile organizzazione della percezione sonora, realizzata da strumentatore di buona originalità, ma non da inventore di musica. Gadjiev ha sottolineato accortamente questo aspetto, dando vita a un’interpretazione irruente ed estroversa, con sonorità magniloquenti amplificate dal gioco del pedale di risonanza, esuberante forza e precisione nei passaggi acrobatici, specie dell’ultimo movimento.

Pubblico numeroso, accoglienze calorose specie alla fine della Sonata di Rachmaninov, e doppio bis. Il primo ha allargato a cinque il numero dei Préludes di Debussy proposti nella serata, con l’esecuzione, sempre dal secondo libro, di Bruyères. L’ultimo fuori programma ha aggiunto il nome di Skrjabin al menù di questo composito recital, con le corrusche e un po’ retoriche atmosfere del popolare Étude patetique op. 8 n. 12.

Cesare Galla
(7 aprile 2025)

http://www.cesaregalla.it/https://www.facebook.com/cronistadimusicahttps://twitter.com/@CesareGalla
Le Salon Musical

La locandina

PianoforteAlexander Gadjiev
Programma:
Ludwig van Beethoven
Quattro Bagatelle Op. 126
Fryderyk Chopin
Tre mazurche Op. 59
Claude Debussy
Quattro Préludes dal II Libro
Béla Bartók
All’aria aperta
Robert Schumann
Gesänge der Frühe op. 133
Sergej Rachmaninov
Sonata n. 2

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Search Search

Categorie

  • Notizie (1.290)
  • Recensioni (2.555)
    • dal Vivo (2.390)
    • in Libreria (51)
    • da Salotto (94)
    • dal Cinema (20)
  • Interviste (347)
  • Approfondimenti (225)
Seguici su Google News

Commenti recenti

  • mcLXXIV su Firenze: il Maggio riscopre la Finta semplice
  • scrn037 su Vicenza: Poppea incoronata e i tacchi di Nerone
  • Lorenzo Della Fonte su Chi è Beatrice Venezi
  • Matteo Pozzato su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena
  • Monica su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena

Archivi

Ultimi articoli

  • Ph. Marco-Silsvestri
    Venezia: un’America. due mondi16 Ottobre 2026 - 0:04
  • Ph. PBZ
    CD: Hérold, il corsaro ritrovato15 Ottobre 2026 - 7:45
  • Ph. Eugenia Cesari
    Firenze: Strauss e Stravinskij conquistano il Mandela Forum15 Ottobre 2026 - 7:33
  • Roma: nel Falstaff il cast convince, la regia divide14 Ottobre 2026 - 7:42
  • Ph. Wikipedia - Fair use
    Sarah Davachi, l’arte di reinventarsi14 Ottobre 2026 - 7:17

Tag

Arena di Verona Brahms Bru Zane Carmina Burana Chieti Così fan tutte Doray Dubois Erik Nielsen Hervé Les Brigands les Chevaliers Malibran Mozart Padova Pianoforte Quatuor Ardeo Quatuor Giardini Quatuor Modigliani Raes Tchakerian telefono Tosca Trio di Parma Zuckermann
Le Salon Musical
Direttore responsabile:
Alessandro Cammarano
Registrazione tribunale di Vicenza n.ro 1/2022 del 10-03-2022
Search Search
© 2017-2026 Le Salon Musical - Tutti i diritti riservati - Informativa Privacy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
Collegamento a: Vicenza: 14° Concorso Pianistico Nazionale – Premio Lamberto Brunelli Collegamento a: Vicenza: 14° Concorso Pianistico Nazionale – Premio Lamberto Brunelli Vicenza: 14° Concorso Pianistico Nazionale – Premio Lamberto Brunell...Collegamento a: Milano: Tjeknavorian e la sensualità di Ravel Collegamento a: Milano: Tjeknavorian e la sensualità di Ravel Milano: Tjeknavorian e la sensualità di Ravel
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Usiamo cookie tecnici e, con il tuo consenso, cookie di analisi e social per migliorare l'esperienza di navigazione. Scopri di più nella nostra Informativa Privacy .

Accetta tuttiRifiuta

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Informativa Privacy
Informativa Privacy