Palazzetto Bru Zane: C’era una volta…

La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista si presta nuovamente a cornice di una produzione del Palazzetto Bru Zane, dedicata a quel “meraviglioso” fiabesco legato a doppio filo al romanticismo francese.
Molti i compositori interpellati nella costruzione di questo pastiche in un atto e tre parti, dai più conosciuti (Chausson, Massenet, Offenbach) a quelli in piena riscoperta (De Rillè, Isouard, Silver). Jodie Devos e Caroline Meng si distinguono per tecnica sicura e freschezza interpretativa negli “stati dell’amore” che accomunano le vicende di eroi e eroine del genere di cui Perrault fu capostipite.
L’accompagnamento musicale è affidato al giovane Quatour Giardini, che ci offre complessivamente una buona esecuzione dei pezzi, da cui emerge il buon affiatamento tra i musicisti. A causa dell’eccessivo trasporto pecca forse il violinista, con sporadici difetti d’intonazione e qualche arcata imprecisa.
Il primo Allegro di Fernand de La Tombelle, guida l’animo dello spettatore alla spensieratezza del primo amore; si susseguono in scena la purezza di Aurora (Silver), l’innocenza della sposa di Barba Blu (Offenbach), la spasmodica ricerca del vero amore di Aventurine (Rillé) in un crescendo con a capo l’ironica trasfigurazione dell’amore per interesse: Clorinde e Tisbé dalla Cendrillon di Isouard. In quest’ultimo duetto le doti di coloratura e agilità di soprano e mezzosoprano sono ben messe in evidenza. Entrambe riescono in pieno nel rappresentare, con indubbie capacità pantomimiche, le due grottesche sorellastre.
La spensieratezza lascia spazio alla malinconia nel lento di Chausson che apre la seconda parte del concerto. Il mezzo si fa principe triste e sconsolato per l’assenza di una dama che corrisponda i suoi sentimenti (Cendrillon: Massenet), ma ecco apparire una fata (Cendrillon: Pauline Viardot) che ridona speranza al malcapitato, che si lancia con ritrovato fervore in un inno al flirt (La Saint-Valentin) Friédéric Toulmouche).
A conclusione il tripudio dell’amore conquistato, celebrato dalla “fresca” Pippermint-Get di Déodat de Séverac. Il principe azzurro incontra la sua Cenerentola (Cendrillon: Massnet) e i sentimenti esplodono musicalmente e vocalmente in un susseguirsi febbricitante di modulazioni, gorgheggi e acuti. Il duetto tra Principe Capriccio e la principessa Fantasia tratto da “Le Voyage dans la lune” di Offenbach conclude con un lieto fine (e con qualche fuoco d’artificio vocale) la nostra storia.
Pubblico divertito e partecipe, saluta con lunghi applausi cantanti e musicisti che concedono un bis.
Successo pieno.
Venezia, 04 febbraio 2016
Matteo Pozzato

La locandina

Soprano  Jodie Devos
Mezzosoprano Caroline Meng
  Quatuor Giardini
Violino Pierre Fouchenneret
Viola Dagmar Ondracek
Violoncello Nicolas Saint-Yves
Pianoforte David Violi

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