Si comincia venerdì 13 al Teatro Donizetti con L’esule di Roma, melodramma eroico del 1828 nell’edizione critica di Roger Parker e Ian Schofield.
La domanda è tanto semplice quanto insidiosa: si può separare la musica di Richard Wagner dalla parola, dall’azione scenica, dal dramma, senza tradirne la natura più profonda? E, soprattutto, esiste un Wagner autenticamente sinfonico?
L’appuntamento autunnale con il Teatro Massimo riporta in scena la ripresa del Rigoletto di Verdi con la regia firmata dall’attore e regista americano John Turturro e che negli anni trascorsi dalla sua prima, nel 2018, offre ancora uno sguardo profondamente teatrale e “visivo” sul capolavoro verdiano, senza perderne lo smalto iniziale.
Parallela l’abilità di Harding nel restituire con l’orchestra romana tutti i passaggi, le modulazioni e le infinite sfumature di una partitura grandiosa, guidando con sapienza le voci del cast di prim’ordine.
Davanti agli occhi degli spettatori, fin dalle prime note dell’ouverture, la bacchetta di Giulio Prandi, come per incanto, ha idealmente aperto le pagine di un grande libro illustrato.
Oltre 40 eventi e 40 prime esecuzioni: concerti, teatro musicale, performance, incontri, workshop, convegni, con ensemble internazionali e i talenti delle nuove generazioni.
Finalmente arriva il giorno della Biennale Musica nel quale vengono consegnati gli ambiti Leoni. Quello d’oro e quello d’argento.
Nel panorama pianistico contemporaneo, pochissimi interpreti possiedono la capacità di Angela Hewitt di coniugare un rigore filologico cristallino con una naturalezza espressiva quasi vocale.
Una domenica mattina in un Auditorium Pollini, non tutto esaurito ma quasi, una delle voci radiofoniche più amate dal pubblico di Rai Radio 3, quella di Sandro Cappelletto, ha trasformato il palco della sala padovana in una sala di registrazione della Rai, immergendo il pubblico in un racconto denso ed emozionante.
Domenica 1° novembre 2026 si inaugura al Teatro Zandonai con un grande concerto per solisti, coro e orchestra
Dopo un mese di grande musica dell’Ensemble Mercadante presso il Salone delle feste del Museo e Real Bosco di Capodimonte, la rassegna inaugurata con Carlo Vistoli giungerà alla sua chiusura sabato 31 ottobre alle 17.00:
Se da un lato la saturazione visiva può deludere i puristi, la tenuta drammaturgica del racconto teatrale rimane salda, trasformando l’oscurità e il fuoco in una bruciante metafora interiore dei protagonisti.
Quello che più colpisce delle esecuzioni che Janowski ha offerto non è un singolo aspetto, ma una somma di caratteri distintivi e rari da ritrovare uniti in un solo direttore.
Un incessante, continuo, a tratti ossessivo, vorticoso ed elegante giro di valzer si impadronisce della scena, evidenziando la visione registica e scenografica di Giani: una prospettiva che prende le distanze da “quell’attualizzazione a tutti i costi” che spesso impoverisce il teatro d’opera,
La scoperta è di un ensemble che non contempla il rumore, anzi si pone in una dimensione di profondità e di ascolto.
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