Doppio appuntamento per l’inaugurazione del Festival “Grandval, una nobile all’avanguardia”.
La serata era di quelle accattivanti, un programma tutto mozartiano nel due centosettantesimo anniversario della nascita del Divino Salisburghese, un direttore di cartello quale l’olandese Ton Koopman
La rilettura di Bernard cala la tragedia di Canio e Nedda nel set patinato di una sitcom anni ’80-’90. Tra fan adolescenti a caccia di autografi e un pubblico istruito da cartelli su quando applaudire o ridere
Netflix, almeno per la Mostra del Cinema di Venezia, sembra fare sul serio. E anche quest’anno ha portato nelle sale del Lido un film di rilievo, che è valso al regista Lee Chang-dong il Leone d’Argento – Gran premio della giuria, e diversi minuti di applausi in sala.
Un affiatamento che non nasce dall’improvvisazione del momento ma da un lavoro condiviso, percepibile nella naturalezza con cui i due musicisti si passano il rilievo dei temi senza mai accavallarsi né inseguirsi.
Un’altra storia per Jessica Pratt, prodigiosa, perché in lei quasi si azzerava, o passava inosservata, ogni magagna acustica
Entrambi gli eventi sono stati affidati alla figura carismatica ed eclettica di Lucas Debargue, pianista in Residenza del Festival 2026.
Delizioso: questo il termine giusto per definire lo spettacolo che si è tenuto il 23 settembre al Teatro Lirico di Cagliari, dove Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota è andato in scena per la prima volta, settantuno anni dopo il debutto al Massimo di Palermo,
Tredici alzate di sipario tra ottobre e dicembre compongono la parte autunnale della 59ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, a cura della Fondazione Pergolesi Spontini,
MITO SettembreMusica inaugura un ciclo biennale affidato al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala, che in tre appuntamenti propone la prima parte di un percorso che prevede l’esecuzione di tutti i quartetti di Ludwig van Beethoven.
Costruire un intero programma sinfonico attorno alla sola sigla dell’ouverture operistica è scommessa che pochi direttori oserebbero affrontare, e che Anna Bottani – complice l’attitudine sperimentatrice che illumina il Festival Settenovecento – ha vinto con nettezza.
Mecenatismo culturale e spirito di comunità per i trecento anni dal concerto in onore del cardinal Pietro Ottoboni a Venezia
e anche a noi atei è riservato un posto in paradiso, questo è probabilmente da ricercare fra le Alpi svizzere, più specificamente a Zermatt.
Parole che diventano corpo, gesto e materia teatrale: è questa l’idea alla base di Magic Words Circus, la nuova opera da camera di Guido Barbieri e Orazio Sciortino, in prima assoluta al Luglio Musicale Trapanese.
Il Dorè Quartet ha attraversato il fine settimana roveretano del Festival Settenovecento da assoluto protagonista, offrendo in due giornate consecutive un ritratto compiuto della propria fisionomia artistica
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