Ebbene Laraji, nella sua performance solitaria, crea un sound che sa tanto di introspezione sonora, di ricerca e di sintesi di anni passati a vedere cosa succede.
Sorprende la freschezza di questo spettacolo nonché, ancora una volta, la consapevolezza di quanto Aida possa essere un’opera in cui Verdi ha saputo scolpire e rendere eterne anche singole frasi.
Tutto pronto per la serata inaugurale della 28ª Stagione Concertistica de I Virtuosi Italiani che si aprirà stasera, alle ore 20.30, al Teatro Ristori di Verona.
La musica strumentale italiana dell’Ottocento resta un territorio esplorato a metà, e Massimiliano Génot lo percorre con la pazienza del ricercatore.
Atteso o no, sembra essere arrivato l’autunno, la prima nebbia mattutina a Milano riprende possesso del suo regno, e al Teatro alla Scala il balletto Romantico per eccellenza, Giselle, riconquista i cuori di chi ama la danza classica, qui nella sua forma più pura e rigorosa: il caldo abbraccio di una delle coreografie più famose e rappresentate di sempre.
Due sono i compositori protagonisti, ovvero Leoncavallo e Mascagni, quattro sono le opere eseguite, due sono i registi coinvolti, ovvero Daniele Menghini e Francesco Micheli, uno è il direttore coinvolto, il direttore musicale Andrea Battistoni.
Teatro esaurito, e più di mille persone in lista d’attesa un posto per una delle due rappresentazioni del Flauto magico.
La presenza scenica e l’esuberanza comunicativa di Giovanni Sollima sono ben note al pubblico: il suo approccio fisico allo strumento e la spinta verso un continuo crossover stilistico rappresentano da sempre la cifra di questo artista vulcanico.
Si sta avvicinando la data della prima mondiale assoluta dell’opera Romanzo criminale, su libretto di Giancarlo De Cataldo (tratto dal suo romanzo di grandissimo successo del 2002) e musica di Nicola Piovani
La scelta del programma dice già molto. André Schuen e Daniel Heide hanno riunito quattro pagine che illuminano a turno le due facce di Mahler, il pessimismo che lo insegue e la speranza che continua a covare sotto la cenere
Regia sorprendente di Gianmaria Aliverta, autore anche dei costumi, nuvole, nuages, in un azzurro impossibile e forse incredibile. Coerente con le due rappresentazioni del tempo moderno. In una America che non è tanto lontana.
Con il quarantottesimo volume della collana Opéra français del Palazzetto Bru Zane approda finalmente al disco, in prima registrazione mondiale, Zampa ou La Fiancée de marbre
Concerto memorabile. Forum che funziona. Ort da grande esecuzione. Luka Hauser senza nessun dubbio ragionevole, di perfetta conduttura. Con grande rispetto per la scrittura.
Molti e calorosi gli applausi dal pubblico romano ai cantanti, al direttore, ma prevedibili i buh per la regista tedesca al suo debutto in Italia.
Sarah Davachi è oggi nel panorama della musica di evoluzione, di linguaggio del cambiamento, una delle forti rappresentanze di una certa ideologia.
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