La scrittura non è quella del recensore a contratto, ma quella di chi all’opera ci va per godere, non per giudicare. Eppure il giudizio arriva lo stesso.
Renzo Cresti ripercorre il contesto storico, sociale e culturale all’interno del quale Torrefranca sentì la necessità di fare questa vera e propria stroncatura di Puccini e anche del melodramma italiano a lui coevo.
Già nella prefazione, a cura di Michele Dall’Ongaro, si dice che l’intento di Sardelli è quello di insegnarci a interpretare Vivaldi “domandandolo direttamente a lui”.
“Suonare il palcoscenico, conversazioni sulla regia lirica con Stefano Vizioli” è un volume ponderoso, da poco in libreria.
Un libro autobiografico: Andrea Flebas, potrebbe dire l’autore c’est moi, in cui Trieste, denominata la Bella addormentata, ha un ruolo chiave, come l’ha avuto nella vita reale del narratore.
Ph. Il Saggiatore



