Pescia: Giorgi e i tedeschi, flessibilità e rigore

Quando si affrontano lunghi viaggi per recensire concerti si parte solitamente sperando che il concerto valga il viaggio. Stranamente, in questa occasione, questa preoccupazione non c’è. Forse per la fisica necessità di musica ancora da colmare che ci ha lasciato questo lungo periodo di chiusure, forse per il programma, fatto sta che affrontiamo queste 5 ore di treni per Pescia in serafica attesa del concerto.

Il programma della serata prevede l’Ouverture del Coriolano di Beethoven, il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 op.25 di Felix Mendelssohn-Bartholdy e la Sinfonia n.6 “Pastorale”. Solista Emanuil Ivanov ospite dell’Orchestra Leonore diretta dal suo fondatore e direttore musicale Daniele Giorgi.

Nata sotto l’egida della Fondazione Promusica di Pistoia l’Orchestra Leonore è un progetto che nasce nel 2014 grazie alla collaborazione tra la Fondazione e Daniele Giorgi, violinista e direttore d’orchestra. Per ogni concerto si radunano a Pistoia grandi cameristi e musicisti provenienti dalle migliori orchestre europee quali Mahler Chamber Orchestra, Orchestra Mozart, London Philharmonic, per formare ogni volta un’orchestra che è più un gruppo di musica da camera allargato che quindi affronta il repertorio sinfonico con l’orecchio teso a quello che succede intorno come se si stesse suonando in trio o in quartetto. Il valore musicale è quindi elevatissimo e paragonabile a questi ensemble prestigiosi ma con in più anche una valenza sociale aggiuntiva data da altri progetti, voluti fortemente da Daniele Giorgi e Luca Iozzelli, che ruotano intorno a questi musicisti e che portano la musica, con organici più piccoli, quasi a domicilio dalle persone di tutta la provincia pistoiese.

Scritta per l’omonima tragedia di von Collin l’Ouverture Coriolano rimane però una pagina indipendente da essa e insieme a Egmont è tra le due ouverture più note e frequentate di Beethoven. Giorgi opta per dei tempi posati che riescono bene ad alternare i momenti più drammatici alle fasi più liriche e distensive. L’esecuzione ha un sapore estemporaneo, non da intendersi nel senso di improvvisato o non ben preparato, ma con quella sensazione che tutto stia accadendo nel momento stesso dell’esecuzione, l’hic et nunc: il qui ed ora. L’orchestra è incollata con lo sguardo al direttore e reagisce ad ogni sua minima indicazione con una precisione davvero notevole. La delicatissima e sinistra coda poi restituisce all’ascoltatore un punto di vista sull’ouverture: non ansia, non i tre pizzicati finali letti come singhiozzo sulla tragedia ma tre puntini di sospensione in attesa di qualcosa di indecifrabile ed imprevedibile.

Il giovane pianista bulgaro Emanuil Ivanov è invece il protagonista del brillantissimo Concerto per pianoforte op.25 di Mendelssohn. Non molto frequentato nei programmi dei concerti, questo di Mendelssohn è un concerto di grande virtuosismo, ma forse di non pari effetto per il pubblico. Il ventitreenne pianista bulgaro si districa abilmente tra le asperità tecniche della parte pianistica con buona musicalità e naturalezza di fraseggio. L’intesa con direttore ed orchestra è notevole per compattezza ed insieme.

Dopo un breve intervallo è il momento del “pezzo forte” del concerto: la Pastorale. Non è questione da discutere in questa sede se si tratti di musica a programma o meno, ma ci limiteremo ad osservare che qui il ritmo e la concisione beethoveniana lasciano spazio alla espansione metrica e alle ripetizioni che suggeriscono una sorta di immutabilità e immobilità. Il risultato dell’interpretazione di Giorgi è del tutto nuovo: scorrevole ma non troppo veloce e di grande plasticità sia dal punto di vista sonoro che da quello discorsivo. In particolare risaltano tra le sue mani (dirige senza bacchetta) il secondo movimento, che rifugge la consueta staticità pensando il fraseggio con un arco più ampio di battute, e tutta la parte che va dalla dosatissima transizione al Temporale fino alla fine della sinfonia. Proprio le transizioni, arrivo e dissolvimento del temporale, sono altri due momenti chiave per la narrazione di questa sinfonia che rivelano una lettura accurata e una sedimentazione dell’interpretazione da parte di Giorgi. L’orchestra, come d’altra parte in tutto il concerto, segue perfettamente ogni oscillazione e fluttuazione di dinamica, intensione e metronomo.

Grande apprezzamento da parte del pubblico per il ritorno in attività dell’Orchestra Leonore, piccola grande realtà toscana di respiro internazionale, e per Daniele Giorgi.

Luca Di Giulio
(2 dicembre 2021)

La locandina

DirettoreDaniele Giorgi
PianoforteEmanuil Ivanov
Orchestra Leonore
Programma:
Ludwig van Beethoven
Coriolano, Ouverture in Do minore op. 62
Felix Mendelssohn Bartholdy
Concerto per pianoforte e orchestra in Sol minore n.1 op.25
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 6 in fa maggiore Op. 68 “Pastorale”

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