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In un’ora e un quarto di musica Christoyannis, in forma vocale smagliante, e Cohen restituiscono a un pubblico scelto e partecipe un repertorio dimenticato con finezza musicale rara in un incessante dialogo in cui la voce suggerisce lo spirito del brano al pianoforte, traendo da esso ispirazione e stimoli.

Personaggio complesso Gounod, del quale ricorrono quest’anno i duecento anni dalla nascita e che il Palazzetto Bru Zane celebra con un festival a lui dedicato e che già dal titolo “Charles Gounod, mistico o sensuale?” coglie nel segno e come sempre fornisce spunti di riflessione interessanti.

Si inaugura sabato 7 aprile il festival a Venezia che il Palazzetto Bru Zane – Centre de Musique Romantique Française dedica a Charles Gounod (1818-1893) in occasione dei duecento anni dalla nascita del compositore francese.

È Jacques Offenbach (1819-1880), del quale ricorre nel 2019 il bicentenario della nascita, il principale protagonista della programmazione musicale 2018/2019 del Palazzetto Bru Zane – Centre de Musique Romantique Française con sede a Venezia, anticipata in questi giorni a Parigi.

Formidabili le sorelle Boulanger: Nadia battagliera, Lili riflessiva, entrambe decise a lasciare un segno profondo nel panorama musicale non solo francese e testimoni di un volgere di secolo e di eventi.
La composizione si addice a Lili, la didattica a Nadia. Lili eterea e volitiva al medesimo tempo, affascinata dalla poetica di Debussy e dal simbolismo ermetico; Nadia rigorosa, legata alla tradizione tardoromantica e comunque capace, nei lunghi anni d’insegnamento, di guardare oltre scoprendo e educando almeno due generazioni di compositori tra i quali Bernstein e Copland.

In occasione dei duecento anni dalla nascita di Charles Gounod (1818-1893), il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française con sede a Venezia omaggia il grande compositore francese con un festival veneziano e numerosi appuntamenti dedicati alle sue opere durante il festival parigino, vari eventi internazionali, uscite discografiche ed editoriali, con l’intento di far conoscere meglio il compositore e la sua opera.

Mettete un pomeriggio di fine Carnevale, aggiungete un angolo di Venezia noto ad una cerchia di iniziati che rifuggono la folla mascherata, completate il tutto con due operette in un atto i cui autori furono arcinemici nella vita e nell’arte, et voilà: il divertimento è servito.

In concomitanza del Festival Reicha al Palazzetto Bru Zane di Venezia, abbiamo intervistato per voi il direttore scientifico del centro di musica romantica francese Alexandre Dratwicki.

Tre giovanissimi artisti “en résidence” presso la Chapelle Musicale Reine Elisabeth sono stati i protagonisti di un altro viaggio nella produzione a tratti stupefacente di Antoine Reicha nell’ambito del festival organizzato dal Palazzetto Bru Zane e a lui dedicato.
Viktoria Vassilenko, Josquin Otal e Djordje Radevski non mostrano solo di possedere una tecnica pianistica di grande solidità, ma anche una straordinaria maturità espressiva che si rivela ad ogni frase ed in ciascun passaggio.

E poi al Palazzetto Bru Zane arriva il Reicha che non ti aspetti, quello che abbandonati per un momento i panni dell’insegnante austero e del teorico rigoroso veste quelli del jongleur del contrappunto e dell’invenzione melodica.