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Per il secondo anno consecutivo l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è protagonista del Gala inaugurale del Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e diretto da Francesco Micheli, che giovedì 14 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Bergamo apre la rassegna giunta alla sua quarta edizione.

I Puritani, il melodramma serio in tre parti su libretto del conte Carlo Pepoli ispirato al dramma storico “Têtes rondes et Cavaliers” di Jacques-Arsène-François Polycarpe d’Ancelot e Boniface-Xavier Santine, a sua volta ispirato al Walter Scott di “Old Mortality” mancavano dall’Opéra Bastille da ben sei anni.

Nella Sala Werner Otto della Konzerthaus di Berlino, nel cuore della capitale tedesca, sabato 21 settembre risuonava un nome più di altri, quello di Gaetano Donizetti, citato con continuità durante l’intera cerimonia, che ha indicato il Donizetti Opera di Bergamo come “Best Festival 2019”. 

Roberta Mantegna

Aida è opera intima; il popolo è presente ma lo è sullo sfondo, le masse svolgono il compito che fu del coro nelle tragedie greche, posto a sottolineare senza partecipare il dramma dei personaggi principali.

Successo generale con qualche “buh” sparso per la regia al Teatro dell’Opera di Roma per Anna Bolena di Gaetano Donizetti.

Tre volte nel corso della sua vita Gaetano Donizetti si imbatte, o più probabilmente ricerca, Elisabetta I regina d’Inghilterra, cogliendola in altrettanti momenti cruciali della sua vita.

Il padrone di casa ospita il festeggiato, ovvero Gaetano celebra Gioachino nel gala che apre il Donizetti Opera 2018 nel miglior modo possibile, tra stelle e giovani promesse unite a dar vita ad una serata che ha onorato il Belcanto nelle sue molteplici declinazioni.

Nel 2019 il festival cresce e presenta un titolo in più: una rarità per il progetto #donizetti200, una prima assoluta e uno dei titoli più famosi in una nuova edizione critica con Casa Ricordi

Ci sono addii e addii nella storia del melodramma; quello di Rossini all’Italia è uno di quelli con la “A” maiuscola.
Semiramide, per scelta della fonte letteraria, ovvero il ritorno a Voltaire dopo il giovanile Tancredi, per durata e per struttura dell’opera stessa, che pur se non nella partizione degli atti, già prelude al Grand-Opéra,  costituisce un congedo ideale, che guarda caso avviene nella città che lo aveva consacrato ragazzo e allo stesso tempo apre agli imminenti trionfi parigini.

Il ritorno del Pirata di Bellini e di Francesca da Rimini di Zandonai a distanza di sessant’anni dalle celeberrime rappresentazioni milanesi, insieme al recente debutto (!) scaligero del Fierrabras di Schubert, sono un segno importante di un’operazione culturale che va al di là di un mero recupero musicale.