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Quando lo incontravi, a Venezia o altrove, sul lavoro o semplicemente per caso, potevi stare certo che dopo i convenevoli Mario Messinis ti avrebbe guardato di sottecchi, con quel suo sguardo allo stesso tempo penetrante e sornione, e poi avrebbe dato il segnale dell’inizio dei discorsi seri, sempre allo stesso modo: «Allora…».

Teatro_La_Fenice

La carena di nave in costruzione immaginata da Massimo Checchetto – Leitmotiv della Nuova Fenice – appare qui particolarmente appropriata a contenere una vicenda in cui il mare, il viaggio e la partenza sono elementi essenziali.

Teatro_La_Fenice

La Fenice riapre al pubblico, nel mese di luglio, con una serie di concerti cameristici e sinfonici e con un nuovo allestimento operistico. Non tutto sarà come prima: la riapertura del Teatro veneziano sarà nel segno del cambiamento […]

Nel mese di giugno quattro concerti dell’Orchestra e del Coro
del Teatro La Fenice in diretta streaming su YouTube, Facebook e Instagram,
saranno una sorta di ‘prova generale’ a porte chiuse per la ripresa ufficiale della programmazione dal vivo con pubblico in sala, che avverrà nel mese di luglio

Nonteverdi

Una perla dal repertorio feniceo è in procinto di essere caricata e messa a disposizione di tutti gli utenti della rete, gratuitamente, sul già ricchissimo canale YouTube del Teatro veneziano: si tratta della ‘trilogia’ monteverdiana – L’Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea […]

Si protrae fino a domenica 8 marzo 2020 compreso la chiusura al pubblico del Teatro La Fenice. Non chiude completamente, però, l’attività di spettacolo del Teatro lagunare: il concerto del Quartetto Dafne in programma oggi, lunedì 2 marzo 2020, alle ore 18.00, sarà trasmesso dalla Sala grande del Teatro La Fenice in streaming sul canale YouTube della Fenice.

Karen Azatyan

In scena si ripercorre per oltre due ore la vita dell’attrice, attraverso simboli ricorrenti come i fiori, amati dalla Duse tanto da portarli spessissimo in scena, e le sue relazioni più significative (ad eccezione del marito e della figlia che non vengono rievocati).

L’unico lavoro operistico di Béla Bartók, Il castello del principe Barbablù, è un singolare punto d’incrocio fra il simbolismo in voga in Europa nei primi anni del XX secolo e la prepotente tensione drammatica dell’espressionismo, che andava affermandosi a cavallo del passaggio del primo decennio.

Il rapporto tra direttore e orchestra è uno dei più delicati nel mondo musicale. Non basta mettere la migliore orchestra sotto la bacchetta del miglior direttore per ottenere il miglior risultato, è necessaria una particolare alchimia, una spontanea comprensione, un sentirsi ‘a casa’ […]