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Fenice Venezia

Per i 50 anni di ECM, la storica etichetta discografica tedesca, si stanno tenendo in questo 2019 diversi concerti di alcuni dei suoi più celebri artisti. È il caso dei due concerti dati venerdì 5 e sabato 6 luglio da Sir András Schiff  presso la Fenice di Venezia, il primo da solo con le Sei Partite di Bach, il secondo insieme all’Orchestra del teatro diretta da Myun-Whung Chung, con Quarto di Beethoven e Quarta di Brahms.

Gli anni passano e il grande labirinto rotante di porte e damaschi fisicamente scricchiola sotto il peso del tempo. Le fondamenta restano però solide, e dopo ben nove anni l’allestimento della “triade” […]

Musica con le Ali

[…] presso le Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice di Venezia si è svolto il penultimo appuntamento della stagione di Musica con le Ali, l’associazione creata da Carlo Hruby che da diversi anni sta facendo concreta opera di promozione per giovani talenti del panorama musicale italiano.

Roberta Mantegna

Aida è opera intima; il popolo è presente ma lo è sullo sfondo, le masse svolgono il compito che fu del coro nelle tragedie greche, posto a sottolineare senza partecipare il dramma dei personaggi principali.

Carmela Remigio

Si fa prima a dire ciò che Turandot non è; ovvero non è una semplice favola, o meglio non lo è nell’accezione prima del termine, e non è neppure un’oleografia esotica né l’affabulazione di un Oriente misterioso.

Carmela Remigio

A pochi giorni dalla prima del 10 maggio di Turandot al Teatro la Fenice di Venezia, abbiamo incontrato il soprano Carmela Remigio che vestirà i panni di Liù. Ne è nata un’intervista che qui vi proponiamo.

Francesco Micheli è uomo di teatro a tutto tondo; perspicace e curioso, capace di portare in scena i grandi capolavori del melodramma rinnovandoli e cogliendo l’essenza di modernità che essi contengono; lo incontriamo al Teatro La Fenice, dove ritorna il suo fortunato allestimento di Otello, la più veneziana di tutte le opere, portatrice di un messaggio attuale e universale.

Nato in circostanze quanto mai auliche – una rappresentazione alla corte di Vienna nel 1751, protagonisti un gentiluomo e quattro dame versati nel canto –, nella seconda metà del Settecento Il re pastore di Metastasio ha avuto nella figura dell’arciduca Massimiliano di Asburgo-Lorena un singolare “testimonial” suo malgrado.

Il giovane eroe eponimo accasciato su una poltrona al proscenio, in pugno la pistola con la quale a breve porrà fine ad una vita che gli è diventata insostenibile; così si apre il Werther nel bell’allestimento firmato da Rosetta Cucchi.

Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna recita il detto. Ma cosa accade quando questa donna non è altro che un arrivista assetata di potere disposta a tutto per ottenerlo? Nel Macbeth inaugurale del Teatro la Fenice di Venezia, il regista Damiano Michieletto trasforma la scena nella rappresentazione onirica del protagonista.