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Il programma presentato si articolava su tre nomi eccellenti: Alban Berg (Suite lirica), Franz Joseph Haydn (Concerto per violoncello e orchestra in re maggiore n. 2), solista la giovane Miriam Prandi (1990), a concludere la Sinfonia n.5 di Ludwig van Beethoven. Autori quanto mai distanti nel tempo che Marotti ha inteso unire con una peculiare interpretazione che andasse oltre uno schema preconcettuale e vincolante a stili interpretativi predeterminati.

Condannata al trionfo, Les Huguenots ossia Gli Ugonotti, frutto di cinque anni di duro lavoro, è l’opera lirica più lunga e ambiziosa di Giacomo Meyerbeer, un vero e proprio Grand opéra in cinque atti su testo di Scribe e Deschamps.

Alla vigilia dei suoi primi 40 anni (la presente edizione è la numero 39) e nel cuore dell’Anno Rossiniano (il centocinquantenario della morte), il Rof di Pesaro si presenta ai blocchi di partenza con rinnovate ambizioni, forte di una consolidata tradizione e non senza cambiamenti significativi, specialmente per quanto riguarda la sua guida.

È dedicato a Gioachino Rossini nel 150esimo anniversario della scomparsa e al Rossini Opera Festival di Pesaro il ciclo operistico che Rai Cultura propone nel mese di agosto su Rai5, il giovedì in prima serata. Il primo appuntamento, giovedì 2 agosto alle 21.15, è con Adelaide di Borgogna, dramma per musica eseguito per la prima volta al Teatro Argentina di Roma nel 1817.

Torna all’Opéra di Parigi per dirigere la prima nuova produzione della stagione 2018-2019 il pesarese Michele Mariotti, Direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna, che nel teatro nazionale della capitale francese ha già diretto I puritani nel 2013 e La traviata nel 2016. Venerdì 28 settembre all’Opéra Bastille è chiamato a interpretare il grand-opéra di Giacomo Meyerbeer Les Huguenots (Gli Ugonotti) […]

Ancor oggi, trascorse le fisiologiche e sempre consigliate 72 ore per digerire lo spettacolo, la domanda si ripropone molesta: a cosa saranno mai serviti quei quattro cuscini sull’orlo del boccascena, piazzati dall’inizio alla fine nelle quattr’ore di Don Carlo?

Cattivi, infingardi, avidi, egoisti: così sono i bohémiens secondo Graham Vick che, ancora una volta, dà prova del suo genio. La sua Bohème, che inaugura la stagione 2018 del Teatro Comunale di Bologna colpisce come un ceffone ben assestato e costringe a riflettere, ovvero adempie alla missione prima che il teatro deve porsi come primaria ed essenziale.

Per l’inaugurazione della stagione lirica “ON” 2018, in programma venerdì 19 gennaio alle 20.00, il Teatro Comunale di Bologna mette in scena una delle opere più celebri di Giacomo Puccini: La bohème.

Dopo le anticipazioni dei mesi scorsi sui titoli d’opera e danza in cartellone, la Stagione 2018 del Teatro Comunale di Bologna si completa con una ricca proposta sinfonica, che comprende 13 appuntamenti cui si aggiunge un evento straordinario per le celebrazioni rossiniane: lo Stabat Mater interpretato dal Direttore musicale Michele Mariotti e proposto nella Sala dell’Archiginnasio dove il capolavoro ebbe la sua prima esecuzione.