Milano: Chailly celebra il 40º della Filarmonica della Scala

Nel suo 40° anniversario di vita, la Filarmonica della Scala inaugura la nuova Stagione principiando il programma con una toccata contemporanea. 

Rinascimentale nella sua essenza, la toccata trova la sua massima espressione nel periodo barocco, emblema di quello stile, così definito fantastico, atto a sorprendere l’ascoltatore e, talvolta, anche l’esecutore.

Giorgio Battistelli con la sua Toccata per orchestra -commissionata per l’occasione dalla Filarmonica della Scala-  omaggia non solo la tradizione ma anche il maestro Riccardo Chailly ritraendone la natura della sua cifra direttoriale. Profondo studioso delle partiture, Chailly ha sempre dimostrato di non fermarsi mai in superficie aderendo a quella schiera di musicisti che affondano la propria arte nel sapere. 

Così, Battistelli, tratteggia il maestro milanese affidando l’incipit agli ottoni di monteverdiana memoria per poi passare a una sezione dalla scrittura decisamente più travagliata.

Seguono le due splendide Suites per piccola orchestra di Igor Stravinskij. 

La suite di danze, altra forma antica, nella visione stravinskijana è una silloge di miniature nitide, leggiadre, nonchè poetiche atmosfere in cui il gusto russo si fonde con quello francese dando vita a un sapiente lavoro di orchestrazione che rivela tutto il suo splendore ne L’oiseau de feu successivo. 

Lo spirito di Chailly qui sembra planare sull’orchestra dalla quale si elevano sonorità e impasti timbrici di incantevole bellezza. Nulla è lasciato al caso. Tutto è così vissuto che pare germogliare per la prima volta.

Riccardo Chailly, completamente a suo agio in questa scrittura, ci rivela con disarmante chiarezza l’impianto strutturale di Stravinskij che nella sua concezione avanguardista lascia ampi margini a un classicismo che conforta.

Nella seconda parte di questo lungo ed entusiasmante concerto la Filarmonica affronta un caposaldo della letteratura russa: la Sinfonia n. 5 di P.I. Čajkovskij. 

La tragica esistenza di Čajkovskij pare trovare in questa sinfonia un momento di tregua. 

Se il secondo movimento -il cui carattere spirituale emerge con particolare ispirazione dalla bacchetta di Chailly- conduce gli spettatori in un religioso silenzio estatico, il trio del terzo movimento è certamente la pagina più aggrovigliata della produzione čajkovskijana. Chailly la affronta senza esitazioni inquadrandola a tal punto da ricordare nella sua configurazione le composizioni stravinskijane udite precedentemente.

Interessante analisi e parallelismo ma certamente una chiave di lettura convincente che rende intelligibile una scrittura che altrimenti rischierebbe di apparire contorta. 

Trionfo al termine dell’ultimo movimento.

Pubblico festante in una sala infiorata e rifiorita del suo pubblico che non aspettava altro di festeggiare questo importante traguardo della Filarmonica con una concerto in presenza in cui Riccardo Chailly ha confermato la levatura del suo magistero. 

Gian Francesco Amoroso 
(24 gennaio 2022)

La locandina

DirettoreRiccardo Chailly
Filarmonica della Scala
Programma:
Giorgio Battistelli
Toccata per orchestra
Igor Stravinskij
Suite n. 1 e n. 2 per piccola orchestra
L’uccello di fuoco – Suite dal balletto op. 20 (Versione 1919)
PetrIl’ic Čajkovskij
Sinfonia n. 5 in mi min. op. 64

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