Rodolfo Saraco racconta il suo Nel mare

Un interessante concerto in programma per domenica 26 Luglio, alle 11, presso il Teatro Dal Verme di Milano: l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, diretti dal celebre Gabor Takacs-Nagy, eseguirà la Sinfonia n.2 Op.36 di Ludwig van Beethoven e – in prima assoluta – la composizione classificatasi seconda al concorso di composizione indetto dalla stessa orchestra: trattasi di Nel Mare, poemetto per orchestra scritto dal giovane compositore Rodolfo Saraco.

Saraco è “figlio” del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, dove si è diplomato con il massimo dei voti sia in pianoforte che in composizione (studiando con il dedicatario dello stesso poemetto, il compositore Vincenzo Palermo). Numerose le sue esibizioni in veste di pianista solista e camerista, nonché le esecuzioni di sue opere in Italia come all’estero – Stylus, per pianoforte, eseguito dallo stesso autore, da Margherita Capalbo, Lodi Luka e Manila Santini; Morning Flower, per due arpe, proposto più volte dal duo “Images” (Fabrizio Aiello e Gabriella Russo).

Rodolfo ha piacevolmente conversato, lasciando qualche informazione sulla sua composizione:

  • Ciao Rodolfo, una importante prima, per te, fra pochi giorni. Come ti senti?

Ciao Andrea! Sono davvero contento ed emozionato all’idea di ascoltare una mia composizione eseguita da una così importante orchestra, diretta peraltro da un’eccellenza quale è Gabor Takacs-Nagy.”

  • Ho saputo che il concerto sarà replicato cinque volte…

Sì, esatto. In verità la data del 26 mattina sarà l’ultima delle cinque. Il 24 e il 25 Luglio ci saranno altre quattro esecuzioni – due al giorno: una alle 18 e una alle 21 – presso il Chiostro della Magnolia, sempre a Milano.”

  • Raccontami un po’ di Nel mare e del concorso.

Nel mare si ispira liberamente alla celebre opera di Hemingway, Il vecchio e il mare. È un poemetto sinfonico scritto appositamente per l’organico dell’orchestra I Pomeriggi Musicali. Per il concorso – edizione 2019 – era infatti richiesta una composizione della durata massima di dieci minuti, senza l’uso di dispositivi elettronici.

Si compone di 4 parti, diverse per andamento e contenuti, senza soluzione di continuità. Partendo dall’immagine dell’ondeggiare tranquillo del mare all’alba, e di allontanamento verso il largo del pescatore – evocata da una sorta di ostinato affidato agli archi, che sostiene un solo di fagotto – passando per una sezione “di ricerca” in tempo di danza fino al concitato Allegro energico conclusivo, epilogo che richiama la pesca del famigerato marlin (trascinando Santiago con la sua barca per tre giorni e tre notti), ho cercato di ritrarre quattro momenti importanti del romanzo.”

  • Come mai proprio Il vecchio e il mare?

Ho letto questo racconto durante l’adolescenza, ricordo di essere rimasto profondamente colpito. Di recente ho sfilato di nuovo il romanzo dalla libreria – tra l’altro, il 2019 è stato il centocinquantenario dalla nascita dello scrittore – e rileggendolo ho ritrovato significati che mi erano sfuggiti alla prima lettura e mi hanno dato spunti diversi per la stesura del brano. Probabilmente mi ha portato fortuna!

  • Come definiresti il tuo stile compositivo?

Mi considero un compositore strumentale “tradizionale”, nel senso che utilizzo gli strumenti in modo non sperimentale. Non vado alla ricerca di impieghi inusuali. Anche se non mi considero legato al linguaggio tonale, sono comunque interessato alla sonorità tradizionale più che agli effetti insoliti ottenibili da usi alternativi (come ad esempio il suono del soffio nella canna del flauto, o la percussione sul corpo di un arco).

  • Ti va di parlarmi della tua esperienza con Vincenzo Palermo?

Col M° Vincenzo Palermo ho trascorso l’intero corso di composizione, dal primo anno fino all’esame di Diploma – nel 2017. Abbiamo affrontato, approfondito e osservato da svariati punti di vista la materia, musicali come professionali. È stato per me costante fonte di stimoli musicali e preziosi consigli professionali. Non da meno, Palermo è un vero coltivatore di talenti: va ben oltre la semplice conoscenza della disciplina e del puro ruolo del docente, riuscendo a entrare in contatto con le caratteristiche e le attitudini dei suoi allievi, sviluppando i lati migliori di ognuno. Posso dire con certezza che, oltre a “semplice” maestro di composizione, è stato per me un maestro di vita. Infatti, Nel Mare l’ho dedicato proprio a lui.

Andrea Rocchi

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