Un nobile veneziano in Europa – Teatro e musica nelle carte di Giovanni Battista Perucchini

Sette saggi – più due appendici archivistiche – riportano l’attenzione sulla figura di Giovanni Battista Perucchini, che nell’arco della sua non breve vita di attenzione negli ambienti musicali non solo veneziani ne ebbe parecchia, ed a ragion veduta.

La Libreria Musicale Italiana LIM li raccoglie nel volume “Un nobile veneziano in Europa – Teatro e musica nelle carte di Giovanni Battista Perucchini”, a cura di Maria Rosa De Luca, Graziella Seminara e Carlida Steffan, con una meravigliosa prefazione di Paolo Fabbri.

Perucchini – 1784-1870 – incarna alla perfezione la figura del “dilettante”, intesa nell’accezione più elevata del termine, ove s’intende non solo l’appassionato melomane, ma anche il compositore per diletto e non per mestiere – anche se il Perucchini dalla sua produzione musicale qualche guadagno lo traeva – e “facilitatore” di incontri tra compositori, cantanti, committenza e pubblico.

Veneziano di terraferma, di nobiltà solida ma non sfolgorante Giovannni Battista – il cui nome si trova spesso diminuito e vezzeggiato in un serenissimo “Titta” – Perucchini viaggia molto, ma soprattutto fa viaggiare la sua musica – tra cui le famose Ventiquattro Ariette su testi del bassanese Jacopo Vittorelli, richieste dai cantanti più in voga nella prima metà dell’Ottocento ed eseguite in tutta Europa – e poi riceve, incontra e fa incontrare, promuove e organizza.

Per molti anni, e di questo fa fede l’imponente corrispondenza che intrattiene negli anni con compositori e cantanti, ma anche con impresari – egli stesso è organizzatore ­– Perucchini è figura di spicco nel panorama musicale europeo.

Non c’è musicista che, giungendo a Venezia, non si rivolga a lui per un appoggio per sé o per qualche giovane promessa del canto o della composizione; le sue segnalazioni sono tenute in gran conto in tutta Europa.

Dalla lettura della sua corrispondenza ci si fa un’idea piuttosto precisa della personalità del “nobile di Terraferma” Perucchini, che si potrebbe descrivere come un conservatore illuminato, amante di Rossini – con cui avrà frequentazione assidua, epistolare e personale – e Bellini, ma critico con Donizetti, al quale non concederà mai un incontro.

Idee decise anche sul canto – non amava la tecnica “moderna” – che si ritrovano nel nutrito scambio epistolare con Giuditta Pasta, alla quale si rivolgeva con un “Sorella mia carissima”.

I saggi hanno complessivamente il pregio di cogliere non solo la caratura del personaggio, ma di collocarlo nel contesto storico in cui visse e operò, ponendo l’attenzione sul coté culturale della Serenissima, e più ampiamente dell’Europa musicale del Diciannovesimo secolo, il tutto a inquadrare e nobilitare il “dilettantismo”, che ovviamente non riguardò solo la musica ma che soprattutto negli ambienti musicali funse più che frequentemente da catalizzatore.

Lettura agevole anche per i moderni “dilettanti” e occasione di approfondimento per gli addetti ai lavori.

Alessandro Cammarano

Un nobile veneziano in Europa. Teatro e musica nelle carte di Giovanni Battista Perucchini
a cura di Maria Rosa De Luca, Graziella Seminara, Carlida Steffan
LIM – Libreria Musicale Italiana
Pagg. 188

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