Viotti alla Scala per il primo concerto del 2021

L’Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Lorenzo Viotti ha aperto il 9 gennaio la stagione concertistica del 2021.  Apertura sui generis, ovviamente, visto il divieto di pubblico in sala, con il concerto eseguito live in Teatro e visibile in diretta streaming sulle pagine social e a disposizione sul canale Youtube della Scala.

Insomma un concerto “a porte chiuse”, ma con gli animi del pubblico da casa più che mai aperti ad ascoltare e vedere cose belle, anche dal proprio divano, anime in astinenza da emozioni musicali da parecchio tempo.

E i numeri lo dimostrano: solo il primo giorno oltre 100.000 visualizzazioni sulla pagina Facebook del Teatro alla Scala.  Che lo streaming sia il futuro della musica? Speriamo di no, ma come sottolineato dallo stesso direttore, Lorenzo Viotti, sicuramente la tecnologia offre preziosi strumenti per sopravvivere in questo periodo al bisogno di musica.

Il merito anzitutto è del direttore Lorenzo Viotti che costruisce una perfetta simbiosi con l’orchestra della Scala nell’esecuzione della Sinfonia n.3 in fa magg. op. 90 di Brahms e della Sinfonia n. 7 in re min. op. 70 di Dvoják.

Lontano da qualsiasi monumentalismo “romantico”, Brahms viene inquadrato in un sottile gioco di dinamiche e colori spesso delicati ma al contempo, intensi. Il terzo movimento è pura poesia, i legati degli archi sono una carezza, i pizzicati dei violoncelli mai isterici. Il tutto riporta a un’atmosfera di toccante, ma dignitoso sentimentalismo, lontano da qualunque sdolcinato ammiccamento. La frustata arriva poi con l’ultimo movimento della terza di Brahms e poi oltre con Dvorjak, come è giusto che sia. Una direzione vibrante di passione e fibra, energica e magnetica, ma mai fuori dalle righe.

Se il compito dei musicisti, e dei direttori, è quello di innovare le partiture del grande repertorio, reinterpretandole secondo il proprio sentire, si può dire che Viotti ci sia riuscito, dimostrando il proprio spessore artistico e il proprio ruolo di decodificatore della musica “colta” nei confronti di un pubblico più giovane, grazie a un linguaggio estetico e musicale fresco e coerente con il sentire attuale.

Dopo le due sinfonie, la scoppiettante Danza ungherese n.1 di Brahms, aggiunta come bis-regalo.

La mancanza del pubblico in sala, siamo sinceri, si sente, ma anche sotto questo profilo, il carisma di Viotti e l’esperienza dell’orchestra compensano ampiamente: la sala della Scala diventa quasi un salotto privato, vibrante di energia, come ad una festa. In attesa di tornare a teatro con le sale stracolme di gente, facciamo scorta di emozioni in serate come questa.

Pietro Gandetto
(9 gennaio 2021)

La locandina

DirettoreLorenzo Viotti
Orchestra del Teatro alla Scala
Programma:
Johannes Brahms
Sinfonia n. 3 in fa magg. op. 90
Antonin Dvoràk
Sinfonia n. 7 in re min. op. 70

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