Biennale Musica: Nieder, Vacchi e il filo rosso della memoria

Un sottile filo rosso lega le due composizioni protagoniste del concerto al Teatro alle Tese nell’ambito della Biennale Musica 2020: “Z truhle mojej prababky” – Slovenské l’udové piesne – Dalla cassapanca della mia bisnonna” – Canti popolari slovacchi di Fabio Nieder e il Concerto per violino e orchestra (Natura naturans) di Fabio Vacchi.

La liaison è squisitamente analogica, i due pezzi sono profondamente diversi nella struttura eppure in entrambi si rinviene un sentire comune che ruota intorno all’umanità intesa non solo come consorzio antropico ma soprattutto nel senso di appartenenza ad un tutto da cui ciascuno dipende e del quale tutti sono chiamati alla conservazione.

Se Vacchi dimostra ancora una volta che atonalità e melodia possono convivere senza cozzare – in fondo è la lezione di Berg e del primo Schönberg – Nieder, triestino e tedesco, reinterpreta la tradizione musicale popolare slovacca facendola evolvere in forme attuali pur conservandone la sua natura più intima e pregnante.

Il Concerto per violino del compositore bolognese – qui presentato nella revisione del 2018 ed entrato oramai stabilmente nel repertorio sinfonico con molteplici esecuzioni nel mondo – è impaginato di grande maturità stilistica, “classico” nella forma ma nuovo nella sostanza che appare profondamente meditata nell’utilizzo di arcate sonore dal respiro ampio in cui rivivono atmosfere trasognate eppure concretissime; il movimento centrale, di fatto un Adagio, diventa compianto e allo stesso tempo speranza per un mondo che sembra perduto ma che si può e si deve ritrovare. La parte solistica è incredibilmente ricca, opulenta di virtuosismi ma portatrice di un messaggio che neppure per un momento smarrisce la chiarezza.

La memoria, o meglio la riscoperta di essa, è alla base della composizione – commissionata dalla Biennale – di Nieder che partendo da otto canti popolari slovacchi la cui origine si perde nella notte dei tempi, affidati ad altrettanti ensemble distinti che li suonano simultaneamente un po’ come succede nelle fiere di paese, dove suoni e melodie diversi si accavallano per trovare infine una sintesi pressoché perfetta. Un pezzo emozionante, ricco di atmosfere, evocatore di coscienze, capace di procedere per graffi e carezze.

Ad eseguire i due lavori l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento – da alcuni anni complesso di riferimento per la musica d’oggi – sotto la direzione perfetta di Timothy Redmond, che rende gli impaginati con minuziosa acribia unendola ad una costante urgenza ritmica e a scelte dinamiche mai banali e sempre aderenti al dettato musicale.

La violinista giapponese Haruka Nagao ­– strepitosamente brava e padrona di un suono teso e carico di colori unito ad una tecnica eccezionale – rende pienamente onore al Concerto di Vacchi, così come il soprano Sarah Maria Sun e la virtuosa di cimbalom Enikö Ginzery  illuminano il pezzo di Nieder.

Il concerto sarebbe potuto legittimamente finire qui, invece si è scelto di eseguire il Concerto per flauto dolce di Dai Fujikura, utile solo a fare apprezzare la bravura del flautista Jeremias Schwarzer.

Pubblico galvanizzato, applausi per tutti.

Alessandro Cammarano
(30 settembre 2020)

La locandina

DirettoreTimothy Redmond
SopranoSarah Maria Sun
CimbalomEnikö Ginzery
ViolinoHaruka Nagao
Flauti dolciJeremias Schwarzer
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Programma:
Fabio Nieder
“Z truhle mojej prababky” – Slovenské l’udové piesne per soprano e orchestra (2020, 25′) prima es. ass. – commissione La Biennale di Venezia
Fabio Vacchi
Concerto per violino e orchestra (Natura naturans) (2016 rev. 2018, 25’)
Dai Fujikura
Concerto per flauto dolce (2010, 14’)

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