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Vedove scaltre, malati immaginari, finti medici e travestimenti; questi gli elementi che connotano e fungono da punti di contatto per i due intermezzi proposti dal Festival della Valle d’Itria in varie masserie nei dintorni di Martina Franca, le cui corti si rivelano scatole sonore ideali ad ospitare lavori dall’organico ridotto.