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Un romanzo d’appendice in musica, di quelli trucibaldi che nonostante la trama sgangherata e il marasma di incongruenze ti avvinghiano fino all’ultima pagina: questo è La Gioconda. Il libretto di Arrigo Boito, o Tobia Gorrio se preferite, è folle e geniale nella versificazione e nelle scelte lessicali, perfetto per la musica di Ponchielli che strizza un occhio a Wagner e l’altro al Grand-Opéra. Il prodotto finale è fantastico, coinvolge e convince.