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Raffaele Pe

«Variety is the soul of pleasure» recita un adagio inglese che a ben leggere rivela una serie di sottili doppi sensi, ma che qui prendiamo come assunto del favore di cui i pastiches godevano presso il pubblico londinese nella prima metà del Settecento, quando a contendersi i favori del pubblico erano Händel, Porpora e Hasse – sostenuti da opposte e agguerritissime fazioni – per quel che atteneva alla composizione e Farinelli e Senesino, che con il loro canto suscitavano furori che oggi si riservano solo alle rockstar e forse nemmeno.