Tornare a teatro, tornare a far musica possibili scenari di una ripresa

Se tutto va bene, fra pochi giorni in Italia passeremo alla cosiddetta “fase 2” dell’emergenza sanitaria. Gradualmente riprenderanno alcune attività produttive, poi riapriranno i bar, le pasticcerie, gli altri esercizi commerciali, uffici, ristoranti e pizzerie… sempre a condizione che venga assicurato il “distanziamento sociale”, con il quale avremo a che fare per molto tempo.

Le scuole forse non riapriranno e nemmeno gli stadi. Men che meno gli altri luoghi di aggregazione che per primi sono stati costretti a chiudere i battenti: musei, teatri, cinema e arene di concerti. In Veneto e Lombardia sono chiusi dall’ultima settimana di febbraio.

Che futuro si prospetta per il mondo dello spettacolo dal vivo?

Nella prima fase della “ricostruzione” il Governo si preoccuperà innanzitutto a dare sussidi alle imprese, ai lavoratori autonomi e alle famiglie in difficoltà, a rimettere in sesto e riorganizzare la Sanità… Il timore è che il settore dello spettacolo e della cultura, strettamente legato a quello del turismo, pur essendo parte importante del motore economico italiano e pur avendo subito enormi perdite, passerà in secondo piano.

E non è solo un problema di sostegno economico. Giornalisti, sociologi e addetti ai lavori hanno tentato di prefigurare quale sarà il futuro dei teatri e degli altri luoghi di aggregazione quando da ottobre – in assenza di ritorni di fiamma del virus – dovrebbero prendere il via le nuove stagioni teatrali, musicali, operistiche e di balletto. I più dicono che nulla sarà come prima, per una serie di motivi: il taglio delle risorse economiche destinate alla cultura; le regole che saranno imposte dalle autorità sanitarie per assicurare il “distanziamento sociale” nei teatri; la recessione economica, che influirà sulla capacità di spesa dei cittadini; il timore di frequentare luoghi chiusi e affollati, dopo il grande spavento dei mesi precedenti e considerando che il pubblico che frequenta i teatri è formato in buona parte dalla fascia di età maggiormente colpita, anche emotivamente, dal virus.

Nel suo ruolo di principale società di concerti del Veneto – e fra le più antiche in Italia – la Società del Quartetto di Vicenza sente il dovere farsi parte attiva promuovendo un dibattito sui possibili scenari che ci aspettano nei prossimi mesi. Per questo abbiamo pensato di riunire attorno ad un tavolo “virtuale” operatori del settore, musicisti, fondazioni culturali e giornalisti specializzati.

L’appuntamento è per mercoledì 15 aprile alle ore 17,30 con diretta streaming sulla pagina Facebook della Società del Quartetto di Vicenza. La tavola rotonda moderata dal giornalista Cesare Galla prevede interventi del maestro Iván Fischer, del giornalista Enrico Girardi (Corriere della Sera), del direttore di Arteven e presidente Circuiti teatrali italiani Pierluca Donin, del presidente Unione Interregionale Triveneta Agis Franco Oss Noser e dellla Vicepresidente della Società del Quartetto di Milano Francesca Moncada di Paternò.

Per la diretta streaming cliccare su:

Società del Quartetto di Vicenza

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