La EUYO a Bolzano: grande Beethoven con Gianandrea Noseda e Beatrice Rana

Con un programma che celebrava lo stile classico tra Beethoven, Schubert e Mozart (nel bis), la European Union Youth Orchestra è tornata sul palcoscenico del Bolzano Festival Bozen assieme a due assi della musica italiana, il direttore Gianandrea Noseda e la pianista Beatrice Rana.

Orchestra orfana della sua importante tournée estiva – ma intelligentemente riorganizzata in un fitto calendario di concerti cameristici sparsi sul territorio europeo e nella sua residenza a Ferrara – la EUYO non salta, fortunatamente, il consueto appuntamento nel teatro bolzanino ed offre una serata sold out di grande apprezzamento.

Beethoven è un romantico che scrive classico, e la sua indole si svela a poco a poco nel Terzo Concerto per pianoforte ed orchestra, in un climax di energia che attraversa tutti i tre movimenti. Si apprezza la ricchezza di livelli sonori, e soprattutto la vastità di aree in piano e pianissimo. Il merito è di quattro mani: quelle di Beatrice Rana, con il suo pianismo sempre vivo ed equilibrato, che nel forte conquista, nel piano sussurra verità, negli abbellimenti graffia; e quelle di Gianandrea Noseda, così plastiche e sempre tese al culmine di un gesto molto ampio, quasi ad abbracciare l’intera orchestra, e che già nelle pochissime note dell’incipit fa sentire, in una manciata di staccati, le braci di Ludwig che ardono.

Momento magico, nell’esecuzione bolzanina, è stata la parte finale del primo movimento, dalla cadenza del pianoforte all’ultimo fortissimo che chiude l’Allegro con brio, dove alla bellezza pianistica di una esecuzione perfetta si inseriva magistralmente l’orchestra, la cui grande virtù è stata quella di concedere spazio sonoro allo strumento solista, senza rinunciare alla sua solidità ove necessaria. Il magico di questo momento sublime stava anche nel fatto che nulla finiva, pochi secondi e si continuava a volare alto, con l’attacco del pianoforte solo nel Largo. Chiudeva l’opera un Rondò spavaldo e travolgente, a riprova che l’animo di Beethoven non si può celare.

Al cospetto del’estro conquistatore tipico dello stile di Ludwig, la musica di Schubert appare sempre in secondo piano, e così la Terza Sinfonia che segue nel programma del concerto ci rimanda a quel goffo e timido giovine – “Schwammerl” lo chiamavano gli amici, ossia funghetto – che per tutta la vita si sentì in imbarazzo di fronte alla magnificenza della musica beethoveniana. Eppure Noseda gli rende onore e grazie al suo lavoro con la EUYO anche quest’opera riacquista attenzione ed interesse, dalla cantabilità del primo movimento nel tema del clarinetto, alla freschezza dello sforzato sul tempo debole nel Menuetto, sino al turbine della tarantella finale, assicurando allo stile di Schubert l’immagine di un ruscello di montagna, con acque fresche e limpide, attraversate sporadicamente da un silenzioso mulinello.

Chiude il concerto uno scoppiettante bis mozartiano, l’Ouverture dalle Nozze di Figaro, che sottolinea l’allure classica della serata.

Monique Ciola
(18 agosto 2020)

La locandina

PianoforteBeatrice Rana
DirettoreGianandrea Noseda
European Union Youth Orchestra
Programma:
Ludwig van Beethoven
Concerto per pianoforte e orchestra N. 3 in do minore, op. 37
Franz Schubert
Sinfonia N. 3 in Re maggiore, D200

0 0 vote
Vota l'articolo
Iscriviti
Notificami

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments