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E’ dall’ormai lontano 1871 che Lucrezia Borgia, uno dei gioielli della Donizetti renaissance del secolo scorso, mancava dalle scene del Teatro Verdi di Trieste dove fu rappresentata con una certa frequenza nel corso dell’Ottocento.

È pronto il calendario della quinta edizione del Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità del 2019, la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico.

La Stagione 2019 del Teatro Comunale di Bologna si arricchisce con una proposta sinfonica articolata in 10 appuntamenti grazie alla quale si potrà conoscere e approfondire il grande repertorio classico otto-novecentesco, insieme all’avvio di un importante ciclo dedicato al sinfonismo tardo-romantico di Gustav Mahler.

Agli Universali, in quanto senza tempo, si addice la contemporaneità e la Traviata è una summa di universalità. Non a caso Verdi la volle ambientare nel suo tempo in quanto specchio fedele di una società bigotta e libertina che somiglia, almeno per analogia, alla nostra.

L’opera è iniziata un po’ in sordina, con molta cautela sia da parte dei cantanti che da parte del direttore. A partire dal secondo atto una maggiore convinzione in direttore ed interpreti ha portato maggiore apprezzamento fra il pubblico.