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Un romanzo d’appendice in musica, di quelli trucibaldi che nonostante la trama sgangherata e il marasma di incongruenze ti avvinghiano fino all’ultima pagina: questo è La Gioconda. Il libretto di Arrigo Boito, o Tobia Gorrio se preferite, è folle e geniale nella versificazione e nelle scelte lessicali, perfetto per la musica di Ponchielli che strizza un occhio a Wagner e l’altro al Grand-Opéra. Il prodotto finale è fantastico, coinvolge e convince.

Era dal 1975 che la musica del Poliuto di Donizetti non risuonava sotto le volte del Gran Liceu di Barcellona. Allora protagonista fu il soprano Leyla Genger nel ruolo di Paolina con il tenore Amadeo Zambon, baritono lo spagnolo Vicente Sardinero, sotto la direzione dell’italiano Giuseppe Morelli, responsabile negli anni dell’immediato dopoguerra delle produzioni d’opera in radio dell’EIAR e il quel periodo negli anni’70, molto attivo nei teatri spagnoli.