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L’idea di partenza, ovvero quella di rappresentare il protagonista come autore della distruzione totale di tutto ciò che venga a contatto con lui – esattamente come opera il Diavolo che “cade in mezzo” e spariglia, creando un “prima” e un “dopo” attraverso un “durante” distopico – sarebbe buona, peccato che resti più sulla carta che sul palcoscenico.

Prima ancora che un’opera dimenticata di Charles Gounod (1818-1893), il musicista francese di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita, La Nonne sanglante è una figura letteraria ben conosciuta del romanticismo d’oltralpe, suscettibile quindi d’ispirare – come, in effetti, fu – la fantasia di un’artista ancora giovane cui l’Opéra commissionò un lavoro di argomento gotico.