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L’idea di partenza, ovvero quella di rappresentare il protagonista come autore della distruzione totale di tutto ciò che venga a contatto con lui – esattamente come opera il Diavolo che “cade in mezzo” e spariglia, creando un “prima” e un “dopo” attraverso un “durante” distopico – sarebbe buona, peccato che resti più sulla carta che sul palcoscenico.

Secondo Alberto Savinio Il Trovatore è il capolavoro assoluto di Giuseppe Verdi. In nessuna delle altre opere del maestro di Busseto l’ispirazione si è elevata al livello della diciottesima. Nessuna può vantare una tale quantità di canti che sappiano descrivere la solitudine notturna dei suoi personaggi e ne rappresentino, con altrettanta purezza, l’anelito all’elevazione.