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Secondo lavoro teatrale di Jean-Philippe Rameau Les Indes Galantes (Parigi, 1735) appartiene al genere, in qualche modo ibrido, dell’opera-balletto che per lungo tempo fu il più diretto concorrente, sulle scene parigine, della coturnata “tragédie lyrique”.

Scritta su libretto proprio e basata sul dramma omonimo di Puškin e sulla Storia dello Stato Russo di Karamzin, Boris Godunov è la sola opera lirica che Modest Musorgskij ha completato. Puškin basò il suo dramma sul personaggio storico di Boris Godunov, membro della guardia personale di Ivan il Terribile.

Terzo, e più popolare dei tre titoli del Trittico pucciniano, Gianni Schicchi fa ormai vita a sé sui palcoscenici di tutto il mondo e, abbandonato il primigenio abbinamento con le consorelle Il Tabarro e Suor Angelica, si preferisce abbinare la commedia nera di derivazione dantesca su libretto di Giovacchino Forzano ai lavori più vari.

E’ stata proprio l’immortale vedova lehariana a dare il la a una stagione tanto ambiziosa. Lo spettacolo di Jorge Lavelli che ne firma la regia con la collaborazione di Antonio Lagarto per le scene, Francesco Zito per gli splendidi costumi, Dominique Bruguière per il disegno luci e Laurence Fanon per le coreografie era la ripresa di una produzione nata a Palais Garnier nel 1997 e la rappresentazione cui abbiamo assistito la cinquantesima in questo collaudato allestimento.