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Così il Teatro Opera di Roma, sottoposto a restauro durante la   la  pandemia, rialza il sipario per  accogliere la metà del pubblico ordinario, solo 500 spettatori debitamente distanziati. Al posto dell’annunciata produzione del Rake’s Progress di Igor Stravinski, mette in scena un nuovo allestimento del primo Singspiel mozartinano, prodotto in collaborazione col Circuito Lirico Lombardo  e dunque con un severo controllo  dei costi.

“Non è un pastiche, Zaide è un work-in-progress dove il narratore racconta la storia, ma non convinto cambia il corso della vicenda. C’è molta affettività, espressione dello stato d’animo dei protagonisti.”