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Prosegue l’interessante progetto torinese che dal Festival Casella (Premio Abbiati 2016) è giunto quest’anno alla sua terza edizione, dedicata a Richard Strauss.

È il bis che fa scattare l’euforia generale. Sulle note della Radetzky-Marsch, il pubblico batte le mani a tempo di musica guidato dal Maestro Honeck. Al di là delle riserve di qualcuno volte alla tutela della memoria di una Milano vittima del dominio austriaco, lo spirito della celebre Marsch è tutt’altro che dominatore, ma latore dell’euforia della danza da cui nessuno è fortunatamente immune.

“Ah! Ho baciato la tua bocca, Jochanaan. (…) c’era un sapore amaro sulle tue labbra. Era il sapore del sangue? No! Forse era quello dell’amore…”. Sono le parole di Salome nella macabra scena finale dell’omonima opera di Richard Strauss; la giovane donna ha danzato per il Tetrarca Erode e ha ottenuto ciò che desiderava: la testa del profeta su un piatto d’argento.

Il 7, 11 e 12 gennaio Manfred Honeck dirige valzer, polke e brani di operette di Johanne Josef Strauss e Franz Lehár con la partecipazione del soprano Mandy Fredrich, del mezzosporano Judit Kutasi e del tenore Tomislav Mužek.

Un concerto a Capodanno non si nega a nessuno e fra i tanti eventi mediatici più o meno importanti la proposta offerta ad Arco, in provincia di Trento, si colloca nel solco di una tradizione più che consolidata. E’ trentennale l’offerta alla città del concerto del Primo dell’anno come evento di festa e di ritrovo.

Venerdì 1 dicembre alle h. 20,45, all’Auditorium Pollini, continua la 52ᵃ Stagione concertistica OPV, I teatri del suono, con un’immersione in due straordinarie partiture del Novecento: Metamorphosen – Studio per 23 archi solisti di Richard Strauss e il Concerto n.1 per violoncello e orchestra in mi bemolle maggiore, op. 107 di Dmitri Shostakovich.