Londra: Kosky esalta l‘incredibile modernità dell’Agrippina di Handel

Mettendo in scena Agrippina la Royal Opera House continua ad esplorare il repertorio Handeliano anche nella stagione 2019/2020. Eseguita per la prima volta a Venezia nel 1709, Agrippina viene universalmente riconosciuta come il primo grande successo operistico di Handel e capolavoro del suo periodo italiano.

L’eclettico regista australiano Barrie Kosky porta per la prima volta al Covent Garden una co-produzione con la Bayerische Staatsoper. Kosky regala al pubblico di Londra una messa in scena estremamente dinamica, trovando un giusto equilibrio tra i momenti drammatici e quelli più spiritosi dell’opera. Nelle scene di Rebecca Ringst non vi è ovviamente nulla dell’antica Roma e tali scene non sono di per sé particolarmente belle. Sul palco vi è soltanto una scatola metallica che gira autonomamente o che viene spostata da tecnici addetti ai lavori. La scenografia è costituita pertanto da un solo meccanismo senza fronzoli ed “abbellimenti barocchi”, lasciando spazio al vero ‘macchinario’ delle trame e dei giochi di potere in cui si muovono i personaggi sotto l’influsso di quel deus ex machina che è Agrippina. Le scene sono dominate dal metallo, dal bianco e dal nero, e gli unici vivaci tocchi di colore sono rappresentati dai bellissimi costumi di Klaus Bruns.

La regia di Kosky è decisamente non convenzionale, ma intelligente. Kosky e’ solito rischiare con le sue produzioni estremamente innovative, e anche se la sua Carmen di qualche anno fa a Londra non ci aveva convinto non c’è dubbio che stavolta questo spettacolo sia perfettamente riuscito. Kosky svecchia l’opera dei suoi oltre 300 anni di storia e lo spettacolo nel suo complesso risulta gradevolissimo anche ad un pubblico moderno che potrebbe mal digerire lo schema ripetitivo delle composizioni di Handel. È senza dubbio merito anche del dettagliato lavoro attoriale fatto con i cantanti.

Va detto che il lusso di lavorare con Joyce DiDonato è una fortuna eccezionale. Il mezzosoprano americano, cantante-attrice completa, ha regalato una delle sue performance migliori. Joyce realizza un personaggio ambiguo, donna manipolatrice quanto arrovellata dai dubbi. È lei la vera mattatrice della serata. Vocalmente perfetta in questo repertorio, Joyce dal palcoscenico dà gli attacchi all’orchestra e ammicca al pubblico durante i suoi recitativi.  La DiDonato ipnotizza letteralmente il pubblico quando nel secondo atto è in preda ai dubbi in “Pensieri, voi mi tormentate”, fino a regalarci una performance da autentica rockstar quando viene a cantare in scena con un microfono e se ne esce esclamando “Grazie Londra!”

Il resto del cast è di qualità e corona una serata di grande teatro.  Lucy Crowe è tecnicamente abilissima ed interpreta una agitata e maliziosa Poppea. Tra i controtenori, Iestyn Davies è quello dotato della voce più suadente e conquista il pubblico con la bellezza della sua linea di canto. Franco Fagioli è un Nerone perfetto nei panni di un giovane erede al trono a metà tra follia e depressione. Il controtenore argentino conquista il pubblico con le sue agilità nelle arie di furore specialmente in “Come nube che fugge dal vento”. Gianluca Buratto interpreta con voce potente un Claudio particolarmente buffo e cui spetta forse l’aria più bella di tutta l’ opera:  “Vieni, oh cara”. Bravi anche Andrea Mastroni e Eric Jurenas nei panni rispettivamente di Pallante e Narciso.

La Royal Opera House ha affidato la concertazione musicale a specialisti del repertorio barocco come l’Orchestra of the Age of Enlightenment mirabilmente diretti da Maxim Emelyanychev, al suo debutto al Covent Garden.

Successo straordinario confermato dagli applausi finali, con tanto di ovazioni per la DiDonato e l’orchestra.

Thomas Gobbetti
(23 settembre 2019)

La locandina

DirettoreMaxim Emelyanychev
RegiaBarrie Kosky
SceneRebecca Ringst
CostumiKlaus Bruns
LuciJoachim Klein
DrammaturgiaNikolaus Stenitzer
Personaggi e interpreti:
AgrippinaJoyce DiDonato
NeroneFranco Fagioli
PoppeaLucy Crowe
OttoneIestyn Davies
ClaudioGianluca Buratto
PallanteAndrea Mastroni
NarcisoEric Jurenas
LesboJosé Coca Loza
Orchestra of the Age of Enlightenment

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