• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
Sei in: Home1 / Recensioni2 / dal Vivo3 / Parma: Kholodenko e Shokakimov con la Toscanini – Un concerto da racco...

Parma: Kholodenko e Shokakimov con la Toscanini – Un concerto da raccontare

Questo concerto non avevo in progetto di recensirlo, ma ci sono volte in cui l’urgenza di comunicare, di condividere ti fa uscire da una sala pensando: «Devo scriverne, bisogna che si sappia che questa cosa è avvenuta». Questa urgenza è solo rinforzata dalla pandemia in cui viviamo: se è vero che tutti gli spettacoli che qualche fortunato giornalista riesce a vedere dal vivo sono trasmessi in streaming sulle più disparate piattaforme e spesso con ottimi risultati, nel caotico mondo virtuale il ruolo del critico emerge con ancora più impellente necessità, il ruolo di provare anche solo per un secondo a dire «Guardate, questo è bello, questo merita davvero».

Il concerto della Filarmonica Toscanini di venerdì 19 a Parma è uno di questi momenti. L’artista in residenza della Toscanini, Vadym Kholodenko (uno dei tre, in realtà), ha condiviso il palco con il direttore uzbeko Aziz Shokhakimov. In programma il Concerto per pianoforte, tromba e orchestra di Šostakovič con Matteo Beschi alla tromba e, a seguire, la Prima Sinfonia di Brahms. Un concerto incredibile, già da Šostakovič. Solista e direttore hanno dimostrato in pochi istanti la loro totale dimestichezza con il bizzarro concerto. Chi non ha mai ascoltato dal vivo Kholodenko può farsi una vaga impressione del suo magistero dalle incisioni e dai video presenti online (segnalo soprattutto l’ultima incisione live dei Trascendentali lisztiani, rintracciabile anche su Spotify). Dal vivo, chiaramente, è un’altra cosa: il range timbrico e dinamico del pianista è gigantesco, così come la sintesi tra tensione nervosa e chiarezza nella tessitura. Senza deformare le frasi in raptus onanistici, Kholodenko sforza, stride, stringe, strappa, scappa e storce senza mai abbandonare il controllo, andando a scavare nei minuscoli intervalli tra una nota e l’altra per trasformare drammaticamente l’intero brano. E dire che il Primo Concerto di Šostakovič può essere infido: in bilico tra la caciara e il sussurro, Šostakovič riversa nel brano le sue sperimentazioni timbriche e le sue esperienze pregresse (non ultima, quella come pianista per i cinema di Leningrado). Non è un brano concepito per mettere in vista il solista, eppure al solista spetta spesso un ruolo ingrato e scomodo. Ruolo cui Kholodenko si è dimostrato perfettamente all’altezza. Non so quanto del suo suono passi dallo streaming tuttora disponibile sui canali della Toscanini, ma i profondi bassi del Fazioli hanno riempito anche l’ostica acustica dell’Auditorium Paganini apparentemente senza incontrare ostacoli e chiunque fosse in sala ricorderà a lungo il surreale pianissimo evocato dagli interpreti nel secondo movimento Lento. Già, perché questa magia non si sarebbe potuta compiere senza la totale collaborazione degli altri soggetti in palco. Matteo Beschi ha dato una buona prova del saltellante concerto, riuscendo soprattutto nel secondo movimento a rendere la spenta malinconia di Šostakovič con quel freddo cielo sovietico (quando facilmente trombettisti meno accorti non si trattengono qui dall’evocare più una languida siesta messicana). E la Toscanini diretta da Shokhakimov ha fatto veramente miracoli. Il direttore uzbeko classe 1988 non è conosciutissimo in Italia e a torto: io lo ascoltai in una sensazionale Quindicesima di Šostakovič con l’Orchestra di Padova e del Veneto nel 2015 e questo concerto ha rinnovato il mio entusiasmo nei suoi confronti. D’altronde parliamo di un musicista che a 13 anni ha debuttato dirigendo Quinta di Beethoven e Primo Concerto per pianoforte di Liszt, l’anno dopo ha diretto Carmen, a neanche 18 anni era Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Uzbeka, a 21 ha vinto il secondo premio al Concorso Mahler di Bamberg e nel 2016, a 28 anni, il Salzburg Festival Young Conductors Award. Un sincero complimento a chi ha riportato Shokakimov in Italia per il debutto con la Toscanini.

Di miracoli, comunque Shokhakimov ne ha fatti anche nella Prima Sinfonia di Brahms. La Prima di Brahms è un lavoro ostico: la lunghissima lavorazione, il tormentato percorso, gli esperimenti condotti parallelamente, l’hanno resa un brano congestionato, di un’intensità introversa, che si blocca ad ogni passo, senza lasciar mai sfogare, senza mai concedere nulla, ma in cui poter procedere affondando e scavando. Per Shokhakimov nessuno di questi aspetti è risultato un limite: anziché farsi portare a fondo, il giovane direttore uzbeko ha saputo dare una lettura intensissima, drammaturgicamente coesa e al contempo profondamente fresca, libera, rapsodica. Quella che troppo spesso si tramuta in un polpettone informe, sotto la sua direzione ha mostrato la diretta filiazione dalle prime opere pianistiche, in particolar modo la fantastica Seconda Sonata, dal taglio quasi di improvvisazione. Negli ultimi anni si sta sfrondando sempre più Brahms della rigida retorica ‘accademica’ per mostrare con chiarezza quanto del genio di Schumann vi sia nella sua musica (una riscoperta che non a caso va a braccetto con la rivalutazione dello Schumann sinfonico e corale e una maggiore frequentazione dei tardi lavori cameristici, prima ritenuti spesso poco più che il prodotto di un pazzo).

E così la Prima di Brahms è riuscita nell’ossimorico connubio di intensità e scorrevolezza, anche grazie ad una Filarmonica Toscanini veramente in stato di grazia. La concentrazione dell’orchestra era tangibile, così come il coinvolgimento in ciò che suonavano. Shokhakimov ha saputo chiedere una morbida compattezza degli archi e una limpida precisione dei fiati ad un’orchestra che ha saputo rispondere all’altezza. Un plauso particolare al timpanista, il cui ruolo nella Prima di Brahms non sarà mai abbastanza sottolineato, ai violoncelli (eccellenti sia in Šostakovič che in Brahms) e al primo violino Mihaela Costea per il suo esteso solo.

Vi esorto onestamente a recuperare il concerto in streaming su VIMEO, nella speranza di poter riascoltare presto Vadym Kholodenko e Aziz Shokhakimov dal vivo, magari di nuovo con la Filarmonica Toscanini a cementificare un rapporto che si promette ricco di altissime soddisfazioni musicali.

Alessandro Tommasi
(19 febbraio 2021)

La locandina

DirettoreAziz Shokhakimov
PianoforteVadym Kholodenko
TrombaMatteo Beschi
Filarmonica Arturo Toscanini
Programma:
Dmítrij Šostakovic
Concerto per pianoforte, tromba e orchestra n. 1 in do minore, op. 35
Johannes Brahms
Sinfonia n. 1 in Do Maggiore op. 68

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Search Search

Categorie

  • Notizie (1.293)
  • Recensioni (2.561)
    • dal Vivo (2.394)
    • in Libreria (51)
    • da Salotto (96)
    • dal Cinema (20)
  • Interviste (347)
  • Approfondimenti (226)
Seguici su Google News

Commenti recenti

  • mcLXXIV su Firenze: il Maggio riscopre la Finta semplice
  • scrn037 su Vicenza: Poppea incoronata e i tacchi di Nerone
  • Lorenzo Della Fonte su Chi è Beatrice Venezi
  • Matteo Pozzato su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena
  • Monica su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena

Archivi

Ultimi articoli

  • Ph. Andrea Avezzù
    Venezia: musica “curativa” alla Biennale23 Ottobre 2026 - 8:18
  • Ph. Roberto Ricci
    Busseto: “Aidina” evergreen23 Ottobre 2026 - 8:03
  • Ph. eliacecino.it
    Verona: I Virtuosi Italiani inaugurano con Rovaris e Cecino22 Ottobre 2026 - 11:38
  • Ph. Tactus
    CD: Sonate per pianoforte (Unia, Rossaro, Longo)22 Ottobre 2026 - 8:00
  • Brescia e Amisano
    Milano: Giselle alla Scala, il riscatto di Vittoria Valerio21 Ottobre 2026 - 18:48

Tag

Arena di Verona Brahms Bru Zane Carmina Burana Chieti Così fan tutte Doray Dubois Elia Cecino Hervé Les Brigands les Chevaliers Malibran Mozart Padova Pianoforte Quatuor Ardeo Quatuor Giardini Quatuor Modigliani Raes Tchakerian telefono Tosca Trio di Parma Zuckermann
Le Salon Musical
Direttore responsabile:
Alessandro Cammarano
Registrazione tribunale di Vicenza n.ro 1/2022 del 10-03-2022
Search Search
© 2017-2026 Le Salon Musical - Tutti i diritti riservati - Informativa Privacy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
Collegamento a: Il rilancio dello Stabile del Veneto parte da Giorgio Ferrara Collegamento a: Il rilancio dello Stabile del Veneto parte da Giorgio Ferrara Il rilancio dello Stabile del Veneto parte da Giorgio FerraraCollegamento a: Vicenza in Lirica 2021: Mozart torna all’Olimpico insieme al Concorso “Serafin” Collegamento a: Vicenza in Lirica 2021: Mozart torna all’Olimpico insieme al Concorso “Serafin” Vicenza in Lirica 2021: Mozart torna all’Olimpico insieme al Concorso...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Usiamo cookie tecnici e, con il tuo consenso, cookie di analisi e social per migliorare l'esperienza di navigazione. Scopri di più nella nostra Informativa Privacy .

Accetta tuttiRifiuta

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Informativa Privacy
Informativa Privacy