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Qualche volta, ma solo qualche volta si può parlare di capolavoro ritrovato con la certezza di essere nel giusto e di non esagerare. Nel caso della Leonora di Ferdinando Paër la definizione non è soltanto lecita ma doverosa.

Angela Meade

Finalmente una nuova produzione quest’anno per il titolo sfortunato di Rossini, purtroppo soltanto tre recite tutte esaurite: platea e palchi gremiti di un pubblico di appassionati rossiniani arrivati da tutta Italia e non solo.

Mancava dalle scene da duecentottantasette anni, ovvero dal carnevale torinese del 1732, la Merope di Riccardo Broschi – ottimo compositore e non solo “fratello di Farinelli” – e il suo ritorno sul palcoscenico del Landestheater di Innsbruck per le Festwoche der Alten Musik non poteva essere più fortunato.

Prima opera di Donizetti ad essere rappresentata, al veneziano Teatro San Luca nel novembre 1818, Enrico di Borgogna è figlia di molti padri. Intendiamoci, il giovane e ancor fresco di studi Donizetti ha già idee sue, però l’influenza dei maestri, veri o spirituali che siano è, e non potrebbe essere altrimenti, palpabile e riconoscibile.