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Il “meraviglioso ermafrodito” – così Strauss soleva chiamare il suo Borghese gentiluomo – trova un’ulteriore affascinate natura nel concetto-progetto in scena al Festival della Valle d’Itria a Martina Franca.

Chi l’avrebbe mai detto, ma il rinnovato interesse nei confronti dell’opera italiana del primo Novecento ha dato nuove opportunità per farsi apprezzare anche a Franco Alfano, di cui i più ricordano soltanto il finale dell’incompiuta Turandot di Giacomo Puccini.

Tre donne, tre destini tremendi e ineludibili. Norma, Aida e Carmen, protagoniste della recente edizione della Trilogia d’autunno a Ravenna, muoiono nel fiore degli anni a causa di un uomo, ma soprattutto costrette dalla propria indole; […]

Attualizzare non vuol dire necessariamente stravolgere, anzi; la trasposizione degli eventi narrati in un’opera per renderne immediatamente intellegibili al pubblico contemporaneo lo spirito e il significato è in certo senso doveroso.