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Le due partiture sono state affidate a Federico Maria Sardelli, sempre stilisticamente consapevole, propenso a tempi di nitida incisività e a colori ben stagliati. Una direzione elegante in Salieri e illuminante in Mozart, la sua, grazie anche all’ottima condizione dell’orchestra della Fenice.

«Potente, singolare vastissimo: a me piace assai e non so se il pubblico lo troverà come io lo trovo, ma è certo che è cosa fuori dal comune», così scrive Verdi in una lettera del 1861 a Léon Escudier riguardo La forza del destino. Le vicissitudini legate alla nascita e al debutto di quest’opera sono assai note così come le numerose critiche sulla struttura drammaturgica, […]