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Non sembra revocabile in dubbio che “Adina”, secondo titolo del Rof, in scena al teatro Comunale, appartenga al genere “semiserio”. Che non significa poco serio, ma definisce una drammaturgia nella quale il comico, se si affaccia, ha solo pochi spunti, perché predominano il sentimentale e il drammatico, tipicamente in un’accelerazione che porta i personaggi vicino alla catastrofe prima del lieto fine di prammatica.

Alla vigilia dei suoi primi 40 anni (la presente edizione è la numero 39) e nel cuore dell’Anno Rossiniano (il centocinquantenario della morte), il Rof di Pesaro si presenta ai blocchi di partenza con rinnovate ambizioni, forte di una consolidata tradizione e non senza cambiamenti significativi, specialmente per quanto riguarda la sua guida.